“Ramelli icona del peggior neofascismo”: è ancora bufera sull’assessore Raimo

“La figura Ramelli, icona del peggiore neofascismo, subisce il lavaggio veltroniano: memoria depoliticizzata invece che la storia” – così in un tweet l’assessore alla Cultura del Municipio III, Christian Raimo, ha commentato un articolo di Walter Veltroni sul Corriere della Sera dedicato al diciottenne militante del Fronte della Gioventù ucciso a Milano nel 1975, durante gli anni di piombo. 

Ramelli icona del peggior neofascismo: bufera sull’assessore Raimo

Una sintesi per invitare all’uso della storia piuttosto che della memorialistica. Parole che però non sono passate inosservate. A Raimo ha subito risposto il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. “Senta @christianraimo non so chi sia lei, sappia che la verrò a cercare per guardarla in faccia e dirle, solo parole, ciò che in termini morali e giudiziari faremo per farle percepire con le parole e con la verità la sua miserevole condizione. Si vergogni #Ramelli”. “Non ho capito che mi vuoi dire. Ma mi trovi facile” – la replica di Raimo.   

Il centrodestra contro Raimo: “Caudo gli tolga deleghe”

Ne chiedono l’estromissione dalla Giunta del Municipio III gli esponenti di Fratelli d’Italia. “Le parole dell’Assessore alla cultura Christian Raimo sono semplicemente ignobili, infangare la memoria di un ragazzo di 18 anni barbaramente assassinato a colpi di chiave inglese ‘hazet 36’ nel 1975, da militanti dell’estrema sinistra, è indegno delle istituzioni democratiche” – scrivono in una nota Francesco Filini e Giordana Petrella. “Che nel 2020 esista ancora questa mentalità, propria di certi personaggi incapaci di uscire dalle logiche delle fazioni anni ’70 è già di per sè preoccupante, che questi ricoprano cariche pubbliche è letteralmente inaudito. Caudo – la richiesta – non faccia lo gnorri e provveda immediatamente a togliere le deleghe a Raimo”. 

Dall’arresto di Cesare Battisti a Ramelli: Raimo, l’assessore delle polemiche

Una richiesta che le opposizioni di centrodestra avevano fatto anche un anno fa, dopo la prima grande bufera che ha investito l’assessore alla Cultura del Municipio III poi salvatosi dalla sfiducia: “Non festeggio la galera” – scrisse Raimo dopo l’arresto di Cesare Battisti, terrorista membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac), condannato all’ergastolo per quattro omicidi. Da Piazza Sempione nessun commento, il silenzio: anche questa volta. 
 

Fonte : Roma Today