SpaceX vuole lanciare i primi quattro turisti spaziali entro l’inizio del 2022

L’accordo con l’agenzia SpaceAdventures prevede che a cavallo tra il 2021 e il 2022 quattro privati cittadini orbitino attorno alla Terra a bordo della Crew Dragon

(immagine: Space Adventures)

Ultime novità da SpaceX. A parte aver lanciato altri 60 nuovi satelliti della costellazione Starlink, la compagnia spaziale di Elon Musk ha appena concluso un accordo con la navigata agenzia SpaceAdventures per mandare nello Spazio quattro privati cittadini tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. I turisti spaziali – fanno sapere le due compagnie in un comunicato – voleranno all’interno della navicella Crew Dragon di SpaceX e orbiteranno attorno alla Terra a una quota record, almeno il doppio di quella della Stazione spaziale internazionale (Iss).

Oltre il blu dipinto di blu

Dopo tanti annunci e scadenze puntualmente mancate, forse stavolta ci siamo davvero: SpaceX dovrebbe far viaggiare nello Spazio tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 quattro privati cittadini a bordo della sua navicella Crew Dragon, che ha da poco passato il secondo test di sicurezza per il trasporto di persone.

In realtà non si sa moltissimo di questo progetto, se non che esiste un accordo con l’agenzia SpaceAdventures (che in passato ha già permesso a diversi turisti spaziali di far la spola per e da la Iss a bordo della Soyuz russa) per portare i fortunati (sarebbe meglio dire facoltosi) privati cittadini a fare un giro intorno alla Terra a un’orbita ben superiore ai 400 km della Iss, per poi tornare. SpaceX e SpaceAdventures non hanno voluto dire quanto costerà un biglietto per lo Spazio, ma si sono accordate sulla preparazione che i turisti spaziali dovranno sostenere prima della partenza.

Intanto tutti possiamo sognare visitando virtualmente l’interno della Crew Dragon e immaginare di indossare le eleganti tute spaziali e i caschi su misura dei suoi futuri passeggeri.

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Starlink fa 300

SpaceX sta vivendo un momento di grande attività anche su altri fronti. Basti pensare che quello di lunedì scorso è già il terzo lancio di satelliti Starlink del 2020. La costellazione di minisatelliti a bassa orbita consta ora di 300 unità, e l’obiettivo è quello di fornire un servizio di telecomunicazioni efficiente e economico a Stati Uniti e Canada entro la fine dell’anno. Poi si penserà al resto del mondo.

Quest’ultimo lancio è stato un po’ diverso dai precedenti. I tecnici di SpaceX, infatti, hanno provato una nuova manovra liberando i satelliti dal razzo prima del solito e sfruttando i loro piccoli propulsori per portarli nella giusta orbita. L’operazione, benché più complessa, ha il vantaggio di far risparmiare tempo, carburante e denaro alla compagnia.

C’è però anche una piccola nota negativa: SpaceX ha perso il razzo riutilizzabile. Cioè, non è che l’abbia proprio perso, più che altro il Falcon 9 in rientro dalla missione ha mancato l’atterraggio sulla piattaforma in mezzo all’oceano, finendo in acqua. Sembra comunque che sia intatto e che possa essere recuperato. Nonostante questo inconveniente, SpaceX sta migliorando la riusabilità del suo sistema di lancio: questo razzo infatti era già al suo quarto volo, a soli 62 giorni dall’ultimo lancio.

Fonte : Wired