Perché il tema alleanze continua a fare discutere nel Movimento 5 stelle

La sua voce nel Movimento 5 stelle è sempre influente. Massimo Bugani è stato fino a qualche mese fa uno dei quattro soci di Rousseau e oggi è a capo dello staff della sindaca di Roma Virginia Raggi. Sta facendo molto parlare di sé. Pochi giorni fa ha chiesto scusa in Consiglio comunale a Bologna per gli effetti della costruzione del passante, una costruzione avallata anche dall’allora ministro Danilo Toninelli. “Davanti a oltre 660 espropri bisogna solo chiedere scusa. E farlo pubblicamente. Quando si sbaglia, è sempre un bene chiedere scusa”, spiega. E poi rincara la dose. Pensa che il M5S di governo debba fare ammenda? “Chiedere scusa è un passo che molti dovrebbero considerare. Gli errori li fa solo chi lavora e chi si prende delle responsabilità, ma poi bisogna ammetterli per recuperare dignità e credibilità”, dice in una lunga intervista al Corriere della sera.

“Si alza la mano e si chiede scusa. Chi lo fa risulta immediatamente più umano e più vicino ai cittadini”, aggiunge.

Bugani (M5s): “Ticket Appendino-Di Battista? Non importa il nome del leader” 

Quale futuro per il Movimento 5 stelle? Gli Stati generali dovrebbero essere un vero momento di riflessione. L’ipotesi di un ticket Appendino-Di Battista prende corpo: “Non mi importa il nome del leader – dice Bugani – serve prima di tutto ammettere gli errori e definire un programma”. E’ inevitabile però che la scelta del leader sia determinante per capire il futuro orientamento del M5s: “Personalmente preferirei definire prima i nostri obiettivi e poi scegliere un portabandiera. E se gli obiettivi da raggiungere li chiedete a me io vi dico che fra questi c’è anche la difesa dei principi basilari su cui poggia la nostra democrazia e questo significa indignarsi se qualcuno suona i campanelli per chiederti se spacci, o si arroga il diritto di influenzare le scelte di una donna che vuole abortire”.

Perché il tema alleanze continua a fare discutere nel Movimento 5 stelle

Sul tema alleanze Bugani ha le idee chiare: “Per me la discussione non va spostata su Pd o non Pd. Quando definisci i tuoi obiettivi diventa più facile anche capire chi ti può aiutare di più a raggiungerli. Però sinceramente mi fa ridere andare in piazza con i cartelli ‘no alleanze’ mentre governiamo il Paese con altre quattro forze politiche. Serve chiarezza anche nei messaggi che vogliamo comunicare. Se vuoi essere credibile prima stacchi la spina al governo e poi gridi ‘basta alleanze’. Oppure ti rimbocchi le maniche e valuti in ogni Regione e in ogni Comune quali forze possano darti una mano a portare avanti il tuo programma. Esattamente come fai in Parlamento. Si chiama politica, altrimenti può nascere il sospetto legittimo di essere presi in giro”.

Il Movimento 5 stelle secondo gli ultimi sondaggi è sotto al 15 per cento. Tra due settimane saranno passati due anni da quel 4 marzo 2018 che segnò l’apice della traiettoria pentastellata, con il 32 per cento alle elezioni politiche. Un’era fa.

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Fonte : Today