“Heritage on the Edge”, il nuovo progetto di Google sui rischi climatici

Dei cambiamenti climatici si fa un gran parlare, ma quali sono i rischi concreti prodotti dall’innalzamento del livello del mare, dall’erosione costiera, dalle mareggiate, da inondazioni regolari e da eventi metereologici estremi? Ce lo mostra Google, tra realtà aumentata, ricostruzioni in 3D, tour a 360 gradi con Street view, ovvero alcune delle tecnologie usate per restituire in modalità immersiva l’impatto del clima su alcuni luoghi preziosi del mondo. “Heritage on the Edge” è il nuovo progetto inserito su Google Arts & Culture, la piattaforma on line che permette agli utenti di compiere visite virtuali ed esplorare le collezioni e il patrimonio di oltre 2.000 istituzioni culturali nel mondo di 80 paesi.

L’esigenza di riformulazione delle strategie per la trasmissione della memoria culturale in seguito all’imporsi del digitale, si amplia dunque a una riflessione specifica, come il cambiamento climatico incida concretamente sulla conservazione di luoghi da un lato patrimonio dell’umanità e dall’altro le cui peculiarità coincidono con l’identità stessa di una comunità.

Cinque location scelte da Google, che restituisce con le sue tecnologie la bellezza minacciata dai cambiamenti climatici, al fine di preservarla in digitale e stimolare un dibattito sulla sua conservazione con approfondimenti storici e interviste sul territorio. Il progetto “Heritage on the Edge” non nasce solo con finalità documentarie, è messo in luce infatti il lavoro di restauratori e ricercatori e come gli esperti locali si stiano adoperando per arginare i danni. Il progetto è realizzato con l’ausilio di droni e scanner 3D, con il supporto di CyArk, organizzazione non profit attiva nell’archiviazione digitale in 3D dei tesori artistico/culturali a rischio del mondo. Gli utenti possono accedere gratuitamente alla piattaforma per saperne di più sulla situazione attuale in funzione del cambiamento climatico.

Si parte dall’isola di Pasqua (in lingua nativa Rapa Nui, letteralmente “grande isola/roccia”), immersa nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste del Cile. Le celebri statue, dislocate lungo la costa, sono a rischio a causa del costante innalzamento dei mari, la conseguente erosione minaccia di farle cadere.

Isola di Pasqua-2

Isola di Pasqua

Il viaggio continua con la città di Edimburgo, in particolar modo la Città Vecchia, il quartiere storico della Capitale della Scozia, dove il castello è costruito su un vulcano estinto. La città è soggetta all’erosione delle fondamenta a causa delle piogge frequenti e in particolar modo della roccia vulcanica sottostante il castello. 

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Edimburgo

Si approda poi a Kilwa Kisiwani, l’isola in cui sorgeva la città storica di Kilwa, in Tanzania; la città porto, dal 1981 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, è minacciata dall’erosione costiera e dall’escalation dell’innalzamento del livello del mare, a causa dei cambiamenti climatici esacerbati dalle pratiche locali di utilizzo del suolo.  

Kilwa Kisiwani-2

Kilwa Kisiwani

Chan Chan, sito archeologico situato nella regione peruviana di La Libertad, in Perù, è a rischio siccità. L’antica capitale dell’Impero Chimú è vulnerabile agli eventi meteorologici estremi causati da El Niño, che periodicamente provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico.

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Chan Chan

La città-moschea di Bagerhat, in Bangladesh, dal 1985 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, è alle prese con l’innalzamento del mare e l’aumento di salinità delle acque, che provoca dei fenomeni di danneggiamento delle strutture del luogo, principalmente composto da moschee, mausolei, ponti e strade.

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Bagerhat

Fonte : Today