I boy scout americani sono in bancarotta per le denunce di abusi sessuali

I Boy Scouts of America, la più grande organizzazione scout degli Usa, ha presentato domanda di bancarotta dopo essere stata travolta dallo scandalo pedofilia, a causa delle numerose richieste di risarcimento presentate da ex membri rimasti vittime di abusi

(foto: Eduardo Munoz Alvarez/Getty Images)

I Boy Scouts of America (Bsa), la principale sigla dello scautismo internazionale, hanno presentato domanda di bancarotta, a causa delle numerose richieste di risarcimento – e conseguenti spese legali – presentate da ex membri del gruppo giovanile che si sono dichiarati vittime di abusi sessuali. Per questa motivazione l’organizzazione ha dichiarato di volere istituire un fondo di compensazione. L’ad Roger Mosby ha spiegato infatti che l’amministrazione controllata, ovvero la possibilità di continuare a operare in maniera temporanea sotto il controllo di un giudice (il cosiddetto Chapter 11 della legislazione nordamericana), serve proprio a permettere il risarcimento delle vittime.

Avviata più di un secolo fa (nel 1910) per educare i più giovani, l’organizzazione è tuttavia finita al centro di scandali legati alla pedofilia. Attualmente sono infatti circa 8.000 i membri dei Bsa accusati di abusi. Jeff Anderson, l’avvocato delle vittime, ha denunciato nel 2019 che più di 12mila persone sarebbero state oggetto di abusi sessuali a partire dal 1944. Lo scandalo, tuttavia, era esploso per la prima volta in un caso giudiziario del 2012. In quel momento, l’organizzazione – che oggi conta circa 2,2 milioni di iscritti tra i 5 e i 21 anni, la metà di quanti ne avesse negli anni Settanta – venne accusata di aver coperto decenni di abusi nei confronti di giovani membri e di non aver fatto abbastanza per sradicare il fenomeno. Il cosiddetto Perversion File comprendeva oltre 14.500 pagine di documenti che svelavano violenze sessuali avvenute fino al 1985.

Come spiega la Bbc, la domanda di bancarotta consentirebbe adesso ai Bsa di portare tutte le cause in un unico tribunale e negoziare un accordo, anziché continuare a esaurire i fondi combattendo i singoli casi in corti diverse. Col tempo, è possibile che saranno costretti a vendere parte delle proprie estese proprietà immobiliari, per risarcimenti che potrebbero ammontare a più di un miliardo di dollari. Al momento, intanto, secondo il Los Angeles Times, il documento depositato presso il tribunale federale fallimentare dello stato del Delaware stima che il passivo dell’organizzazione si aggira tra 100 e 500 milioni di dollari.

Altre organizzazioni simili – comprese le diocesi cattoliche e Usa Gymnastics – come riporta il New York Times, si sono trovate nella stessa situazione, ovvero cercare la protezione contro il fallimento di fronte a un crescente numero di cause per abuso sessuale. Nel caso dei boy scout la situazione è divenuta nota anche all’opinione pubblica grazie alla nascita del gruppo Abused in Scouting, che ha raccolto le testimonianze di oltre duemila persone letteralmente in ogni stato americano.

A poco sono serviti, quindi, gli sforzi dell’organizzazione che ha cercato di essere più inclusiva consentendo l’accesso di giovani esploratori gay nel 2013 e la possibilità di diventare guide nel 2015, così come l’apertura alle ragazze dal 2017. Nel mentre le pressioni legali sono aumentate e scandali vecchi di decenni sono venuti a galla: un articolo del New York Times del 1935 segnalava già la presenza di leader che definiva “deviati”.

Fonte : Wired