Francesco Gabbani, un viaggio intimo dentro l’umanità

A distanza di tre anni da Magellano , Francesco Gabbani  torna col nuovo album Viceversa sempre per BMG sulle piattaforme, in vinile e in due differenti formati CD: Standard Version (1/2 booklet Giallo) e una Deluxe Version (Extraformato fotografico). Il nuovo album prende il titolo dal brano che il cantautore ha portato sul palco dell’Ariston e che gli è valso il podio. E’ venuto a trovarci in redazione

(@BassoFabrizio)

Tre anni per affrontare un viaggio di ritorno diventato, miglio dopo miglio, più intimo e delicato. Francesco Gabbani, sul podio a Sanremo 2020, torna col nuovo album Viceversa, un inno alla condivisione e all’abbandono dell’individualismo. E’ questo il filo conduttore che Francesco Gabbani ha cucito addosso al suo nuovo album, che rappresenta il tentativo di interpretare il complesso rapporto tra l’individuo e la collettività, perno fondamentale nell’esistenza di ognuno di noi. E il primo assaggio di questo confronto umano si vede già nella grafica: da una parte c’è l’artista da solo, dall’altra tanti lui. L’uno e il tutto. In una pausa (di poche ore) rubata al suo tour nazionale degli instore è venuto a trovarmi in redazione.

Francesco partiamo proprio dalle due versioni di Viceversa e dalla ghost track.
Se la riveliamo non è più una traccia fantasma.
Ma ormai il disco è uscito e possiamo essere meno criptici.
Il senso vero delle due versioni è perché, per i tempi che corrono, il formato fisico di un disco rientra in un tipo di oggettistica che è desiderato dall’appassionato vero, è quasi un feticismo. Articolare il prodotto moltiplica la possibilità di scelta, puoi scegliere cosa ti appassiona di più. C’è anche chi compra tutto.
Tu che ne pensi?
Sono contento e soddisfatto di entrambi i formati, mi ritengo ben rappresentato. Come abbiamo già accennato le cover si basano sul rapporto tra individuo e collettività. Ci sono la mia morale e vediamo se combacia con l’etica sociale.
Oltre la della maturità artistica cosa ti ha portato a essere introspettivo?
Il precedente Magellano era pregno di citazioni, accoglieva una analisi che guardava all’esterno. Lì ho collaborato a livello di testi, qui ho scelto di andare da solo per quanto nel finale mi ha dato una mano Gino Pacifico: ma è molto farina del mio sacco.
Il correre da solo aiuta a essere più intimi.
E’ più intimista perché è il frutto di una mia analisi personale.
Questa svolta è stata accolta ottimamente.
E’ arrivato un successo inaspettato nelle proporzioni: mi ha dato uno schiaffo positivo, ho capito che la mia priorità non è mantenere tutto a livello numerico, io cerco la serenità, il successo è una conseguenza. In modo più naturale, partendo dal capirmi meglio, mi auguro che la musica presente in questo disco aiuti la gente a cogliere la maturità. Sono cresciuto e spero si capisca.
Hai nobilitato il sudore con Il sudore ci appiccica. Credo che nessuno lo abbia mai fatto prima.
E’ una canzone gabbaniana che fornisce due chiavi di lettura: ci si appiccica in modo positivo, quando fai l’amore, quando corri e ti purifichi, e poi c’è il sudore che rappresenta la fatica. L’uomo si aggrega nel bisogno e per questo siamo votati all’individualismo. Si è alzato uno standard di benessere che purtroppo ci fa basta a noi stessi.
L’8 ottobre sarai in concerto all’Arena di Verona.
L’appuntamento mi rende orgoglioso. Sarà un momento artistico importante, mi ci approccio con emotività. Mi piacerebbe avere qualche ospite sul palco.
Hai mai pensato a un concerto alla cave di marmo di Colonnata, a pochi chilometri da casa tua?
Mai pensato ed è interessante. Immagino ci sarebbero problemi logistici e organizzativi ma di certo l’idea è affascinante.
Che mi dici del Gabbani minimalista?
Non credo di essere diventato più minimalista. All’origine c’è il fatto che per me non è strategico costruire un risultato. Cerco di andare al succo della questione ben conscio di essere ancora alla ricerca di una risposta. Ma desidero sia chiaro che faccio tutto con sincerità.

 

Fonte : Sky Tg24