Whistleblowing insicuro, multa di 30 mila euro all’università “La Sapienza”

AVEVANO segnalato dei possibili comportamenti illeciti attraverso una piattaforma ad hoc messa a disposizione dall’università La Sapienza per garantire l’anonimato dei whistleblower: coloro che denunciano casi di corruzione o malaffare nei luoghi in cui lavorano o studiano. Ma dopo un aggiornamento software i loro dati personali, con tanto di nome e cognome, erano diventati consultabili da chiunque e le pagine web contenenti quelle informazioni erano state indicizzate su Google, Bing e Yahoo!. Una falla che costerà all’ateneo romano 30 mila euro di multa.

L’ha stabilito il garante della privacy italiano. Un provvedimento importante in quanto ribadisce che “il datore di lavoro, che adotta procedure tecnologiche per la segnalazione anonima di possibili comportamenti illeciti (whistleblowing), deve verificare che le misure tecnico organizzative e i software utilizzati siano adeguati a tutelare la riservatezza di chi invia le denuncia”.  

 
Fonte : Repubblica