5 giganti di Hollywood “migrati” in tv

Nove nomination agli Academy Awards all’attivo, un Oscar vinto per Scent of a Woman, Al Pacino è stato uno dei rappresentanti più fulgidi della New Hollywood. Icona degli anni ’70 grazie a classici in salsa criminal come Il Padrino, Serpico e Scarface, è oggi il protagonista di Hunters, dal 21 febbraio su Amazon Prime Video, con cui torna al decennio che ne immortalò la fama. Lo show ricostruisce la caccia, nella New York del 1977, ai nazisti rifugiatasi in America dopo la disfatta della Seconda guerra mondiale. Con l’avvento del nuovo millennio, Al Pacino si era avvicinato alla tv con uno dei primi capolavori targati Hbo, quell’Angels in America che parlava di Aids e della società americana. Qualche anno dopo è stato il protagonista di You Don’t Know Jack – Il dottor morte, storia incentrata su un altro argomento delicato come l’eutanasia Oscar per Kramer contro Kramer e Rain Man, Dustin Hoffman è un altro volto hollywoodiano annoverato tra gli imprescindibili. I suoi esordi furono, tra l’altro, in tv (qualche comparsata) negli anni ’60, quando fare la gavetta lì era considerata una fase di passaggio per poi farsi notare dai grandi Studios e spiccare il volo verso il cinema. Hoffman seguì la prassi, accettando solo molti anni dopo un paio di apparizioni fugaci sul piccolo schermo, finché nel 2011 scelse di comparire come protagonista in Luck, serie ambientata nel mondo delle corse dei cavalli il cui episodio pilota era diretto nientemeno che dal Michael Mann di Miami Vice. Lo show venne cancellato dopo una stagione per l’inaccettabile morte di alcuni cavalli sul set, e Hoffman è ritornato sul piccolo schermo nel 2016 con il period I Medici Non può mancare in questa rassegna uno dei più grandi registi di cinema; senza di lui, che ha firmato capolavori urbani come Taxi Driver, Mean Streets, Toro scatenato, Re per una notte, Quei bravi ragazzi, Gangs of New York e The Departed, l’Hollywood che conosciamo non esisterebbe. L’anno scorso Scorsese ha collaborato con Netflix portando con The Irishman quel tipo di grande cinema – anche se agli Oscar è stato battuto dal coreano Parasite – ormai alla portata di mano del piccolo schermo. Prima si era dedicato a una serie bellissima, curata anche in qualità di produttore: Boardwalk Empire per Hbo. Gangster story in costume violenta, poetica e nostalgica, vede protagonista Steve Buscemi nei panni di un boss del crimine afflitto da infiniti problemi familiari Altra stella del grande schermo con due Academy Awards all’attivo (per Tootsie e per Blue Sky) e la partecipazione a pellicole indimenticabili come Il postino suona sempre due volte, Jessica Lange è stata un’icona di accecante bellezza, che anche nella maturità asfalta le rappresentanti più giovani per carisma e fascino. Ryan Murphy è il produttore televisivo – tra i più prolifici d’America, ha firmato Nip/Tuck, Pose e Scream Queens – nonché cultore della Hollywood d’oro che ha omaggiato nella serie del 2017 Feud, che ha persuaso proprio la splendida Jessica Lange a prestare il suo talento alla tv. In Feud, cronaca del conflittuale rapporto tra Bette Davis e Joan Crawford, interpreta la seconda. Prima ancora, Murphy l’ha resa una delle protagoniste dell’antologia American Horror Story facendole impersonare vari personaggi, tra cui la circense Elsa che sogna di essere… una vera diva È l’attore e regista che, con la (ex) partner Susan Sarandon, ha realizzato pietre miliari del cinema come Dead Man Walking (film valsogli il premio Oscar per la regia, ma ha anche un Academy Award per l’interpretazione di Mystic River). In questo momento occupa una fetta del panorama seriale con Castle Rock, antologia dell’orrore ispirata ai romanzi dello scrittore Stephen King in cui presta la sua svettante figura a Pop Merrill, ex militare che si ritrova ad affrontare una setta formata da ritornanti. All’inizio degli anni ’80 aveva debuttato nel settore dell’intrattenimento con particine televisive (in Love Boat, Moonlighting e Hill Street), per poi spiccare il volo verso il grande cinema di Bull Durham, Allucinazione perversa e America Oggi. È tornato al piccolo schermo una trentina d’anni dopo con The Spoils of Babylon, The Brink, Here and Now. E sembra proprio che ci resterà

Fonte : Wired