5 profiler infallibili a caccia di serial killer

Cinque anni fa finiva The Mentalist. Ecco l’occasione giusta per la classifica dei migliori esperti di assassini seriali, da Will Graham di Hannibal passando per Holden Ford di Mindhunter

Patrick Jane, consulente della polizia californiana che si spaccia per sensitivo, è probabilmente il profiler di serial killer e criminali più famoso della televisione. The Mentalist, serie di genere procedurale che vedeva protagonista questa figura convenzionalmente attraente, all’apparenza sempre gioviale e dal look retrò, si concludeva esattamente cinque anni fa, il 18 febbraio 2015. Prima e dopo di lui, sul piccolo schermo e sui canali streaming, si sono avvicendati svariati profiler: esperti di psicologia criminale comportamentale al servizio della polizia o dell’Fbi in veste di agenti o consulenti che studiano le personalità degli assassini seriali e ne delineano il modus operandi per favorirne la cattura. Nella maggior parte dei casi gli show incentrati su queste figure come la longeva Criminal Minds (puoi vederla sulla Rai) sono piuttosto cupe e violente, ma esistono curiose incursioni nella comedy come Hello Monster (reperibile su Rakuten Viki) fruibili anche dai più impressionabili. Ecco i migliori profiler a caccia di serial killer.

1. Holden Ford – Mindhunter

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In principio furono loro. Holden Ford e Bill Tench, agenti dell’Fbi attivi tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, sono i primi profiler riconosciuti della Storia della criminologia americana. I loro casi si ispirano alle registrazioni originali delle interviste che i pionieri di questo settore portarono avanti visitando i serial killer ospiti delle prigioni di tutta l’America. Tramite queste, il giovane, intuitivo e ambizioso Ford e il più pacato poliziotto veterano Tench tentano di trovare i punti in comuni tra stupratori, pedofili e omicidi vari per determinarne un profilo comportamentale. La serie di Netflix è un sommesso thriller psicologico, piuttosto ameno rispetto ai procedurali analoghi, che esplora anche l’impatto delle esperienze dei protagonisti alle prese con gli intervistati e porta sullo schermo le versioni finzionali di veri serial killer dell’epoca come Edmund Kemper o Montie Rissell. Seminale è il personaggio di Ford (Jonathan Groff), profiler dall’intuito straordinario che comincerà a soffrire di attacchi di panico a causa del contatto prolungato con gli assassini.

2. Will Graham – Hannibal

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Non può mancare, in questa classifica, il profiler più abile mai comparso in una serie. La versione televisiva di questo personaggio è quella di un giovane uomo psicologicamente fragile con il dono di sapersi immedesimare nel criminale ricostruendone le mosse e prevedendone le azioni future. Nel corso della serie perde gradualmente lucidità e finisce invischiato in una relazione di amore–odio con il serial killer cannibale Lecter, ossessionato da lui. Al netto della curiosa piega omoerotica assegnata alla relazione tra i due dallo showrunner Bryan Fuller, Will Graham (Hugh Dancy) resta una figura fondamentale del genere criminal, anche rispetto al panorama cinematografico (era il protagonista dell’agghiacciante cult di Michael Mann Manhunter – Frammenti di un omicidio) che a sua volta si ispirava ai romanzi di Thomas Harris su Hannibal Lecter (Graham è quello che lo ha catturato) resi famosi da Il silenzio degli innocenti.

3. Oh Hyun-jae – Tell Me What You Saw

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Spesso i profiler hanno un legame ossessivo e personale con i serial killer che faticano a catturare (questo anche dopo esserci riusciti), come insegnano i vari Patrick Jane, Will Graham e così via, a cui puntualmente… viene uccisa la famiglia. Il protagonista di questa serie coreana super dark di Viki, la cui fidanzata è stata uccisa da un criminale noto come “The Guy”, è fortemente debitore della versione letteraria di Will Graham: anche lui vive in reclusione dopo essere stato menomato (ma sarà veramente così?) durante il confronto con la sua nemesi. Mr. Oh (lo strepitoso Jang Hyuk di My Country) è freddo, cinico, anaffettivo e la sua fama di profiler geniale, che l’aveva reso arrogante e spavaldo, ora gli impedisce di ragionare oggettivamente. Eppure, non fallisce mai. La sua “Clarice” (ricordate Il Silenzio degli innocenti?) è una giovane agente ingenua dalla micidiale memoria fotografica e suoi avversari sono serial killer in grado di escogitare modi di uccidere come non se ne era mai visti, che lui riesce puntualmente a sventare.

4. Dr. Laszlo Kreizler – The Alienist

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I serial killer sono sempre esistiti, e il più famoso, Jack Lo Squartatore, si aggirava per le vie di Londra mutilando prostitute già alla fine del XIX secolo. Esattamente negli stessi anni, ma a New York, è ambientata la serie di Netflix incentrata sullo psichiatra tedesco Laszlo Kreizler (Daniel Brühl), il quale comincia a indagare sulla morte di svariati bambini. Kreizler è un profiler ante litteram: colto, talentuoso, di buona famiglia e solitario, avrebbe potuto tranquillamente diventare lui stesso un sadico omicida se avesse ceduto al proprio lato oscuro, all’amarezza e al risentimento verso la famiglia (è grazie a questa che soffre di un handicap). Ecco perché la sua capacità di cacciare i serial killer è tanto grande da superare i limiti della limitata tecnologia dell’epoca, mentre la sua avversione per chi ha ceduto ai propri istinti più bestiali serve a ricordare quando queste figure, nella realtà, di affascinante abbiano poco.

5. Dr. Tony Hill – Wire in the Blood

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La provincia, come ci insegnano film come Memorie di un assassino, è il terreno di caccia ideale per i serial killer, che sfruttano la mancanza di una polizia adeguatamente istruita e tecnologizzata. Non è il caso, tuttavia, di questa serie della britannica Itv ispirata ai personaggi letterari creati da Val McDermid e incentrata su Tony Hill, psicologo clinico dal non comune spirito analitico che opera in quel di Bradfield, cittadina dello Yorkshire più infestata di assassini di Cabot Cove. Anche Hill (Robson Green), i cui metodi sono spesso considerati troppo poco ortodossi e oltre le regole dai superiori, ha la capacità di immedesimarsi nel criminale e prevederne le mosse successive. La prima stagione era tutta incentrata su un omicida seriale che fa dannare Hill e la sua partner, la poliziotta Carol Jordan, ed era immersa in un’atmosfera soffocante e opprimente (merito anche di una colonna sonora epica e perturbante).

Fonte : Wired