Migranti, Salvini si difende dal processo bis: “Open Arms doveva andare in Spagna”

Agenti del ministero della Salute a bordo della open arms il 18 agosto 2019 in una foto di archivio Ansa/EPA FRANCISCO GENTICO

Non si è ancora aperto il primo processo per l’ex ministro Salvini che il leader della Lega deve difendersi da una nuova accusa in relazione al sequesto di migranti. Da domani Martedì 18 febbraio alle 13.00 si aprirà con la relazione del presidente Gasparri una nuova seduta della Giunta delle immunità parlamentari che dovrà giudicare il caso Open Arms.

“Il comandante di Open Arms ha rifiutato un porto sicuro Spagna”. Su questo assunto il senatore Matteo Salvini ha basato la sua memoria difensiva in merito all’accusa di sequestro di persona per la vicenda Open Arms, la nave della Ong spagnola che rimase ferma per quasi venti giorni al largo di Lampedusa lo scorso agosto 2019.

Secondo quanto notificato dal Tribunale dei ministri di Palermo nella richiesta di autorizzazione a procedere l’ex ministro dell’interno avrebbe ignorato l’emergenza sanitaria che si stava sviluppando a bordo della nave ferma a poco meno di un chilometro dalle coste dell’isola siciliana.

Migranti, che cosa era successo con Open Arms

Tutto era iniziato il 6 agosto 2019 quando malta rifiutò di accogliere la nave umanitaria che aveva soccorso 140 migranti in due diversi interventi davanti alle coste libiche. Dopo il rifiuto delle autorità maltesi, l’indicazione di un porto sicuro venne rifiutato anche dalle autorità italiane, ma alcuni migranti vennero scendere per motivi di salute, e altri si buttarono in mare cercando di raggiungere a nuoto le coste di Lampedusa. Il 18 agosto, la Spagna si offrì poi di accogliere la Open Arms, ma il comandante della nave aveva giudicato il viaggio troppo lungo per le condizioni dei migranti che si trovavano a bordo.

Nella tarda serata del 19 agosto la Procura di Agrigento dispose il sequestro preventivo della imbarcazione e, dopo l’ispezione dal procuratore capo Luigi Patronaggio, l’evacuazione immediata delle persone a bordo.

Migranti, che cosa dice Salvini in merito alla Open Arms

“L’indicazione del Place of Safety spettava alla Spagna o a Malta e il comandante della nave ha deliberatamente rifiutato il Pos indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia, come già aveva fatto nel marzo 2018″.

Questo il leader della Lega ed ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, riporta nella sua memoria depositata in Giunta per le autorizzazioni del Senato sul caso della nave mercantile battente bandiera spagnola e affittata dalla ong Pro-Activa Open Arms.

Domani la Giunta si riunirà e il presidente, Maurizio Gasparri, presenterà la sua proposta. Salvini nella memoria sottolinea che Open Arms ha chiesto il Pos all’Italia la sera del 2 agosto, ma non poteva ricadere sullo Stato italiano l’onere di una risposta di competenza di altri Stati. Open Arms – secondo l’ex ministro – poteva dirigersi verso altri Paesi che avevano l`obbligo di accoglierla. Per questo motivo Salvini considera paradossale affermare che, per il solo fatto di essere entrata in acque italiane senza aver ottenuto il Pos, possa configurarsi il reato di sequestro di persona nei suoi confronti.

Open Arms, il tribunale dei ministri: “Fu sequestro di persona”

I giudici contestano la violazione delle convenzioni internazionali, con una decisione presa in autonomia dall’allora ministro dell’Interno, come si evince dallo scambio di email con il premier Giuseppe Conte che spinse per far sbarcare immediatamente almeno i minori a bordo.

L’Adnkronos, in possesso della richiesta di autorizzazione, cita i testi di queste email scambiate dal 14 al 17 agosto 2019 tra Salvini e Conte

Il 16 agosto il Presidente del Consiglio dei Ministri ribadiva con forza la necessità di autorizzare lo sbarco immediato dei minori presenti a bordo della Open Arms, anche alla luce della presenza della nave al limite delle acque territoriali e aggiungeva di aver già ricevuto conferma dalla Commissione europea della disponibilità di una pluralità di Stati a condividere gli oneri dell’ospitalità dei migranti della Open Arms. Conte pertanto ivvitava il ministro dell’Interno ad attivare le procedure, già attuate in altri casi consimili, finalizzate a rendere operativa la redistribuzione”.

A questo invito il ministro Salvini ha risposto con un’altra missiva il 17 agosto, “assicurando che, nonostante non condividesse la lettura della normativa proposta dal Presidente Conte, suo malgrado avrebbe dato disposizioni tali da non frapporre ostacoli allo sbarco dei “presunti” minori a bordo della Open Arms, provvedimento che definiva, comunque, come di “esclusiva determinazione” del Presidente del Consiglio”.

Fonte : Today