Coronavirus, in Cina l’AI serve a individuare chi non porta la mascherina

NON solo l’applicazione battezzata “Close contact detector” con cui il governo cinese sta cercando di informare i cittadini, nell’ennesima lenzuolata di raccolta indiscriminata dei loro dati personali, sui possibili contatti a rischio avuti nelle due settimane precedenti. Strumento utile per capire se si è a rischio ma al contempo scivoloso. Tutti i colossi tecnologici della Repubblica popolare si stanno attivando per cercare di limitare al massimo la diffusione del Covid-19. L’ultima arriva da Baidu, il principale motore di ricerca del paese, che avrebbe messo a punto un modello di intelligenza artificiale rilasciato in open source, dunque a disposizione anche di altre piattaforme e di tutte le realtà che vogliano sfruttarlo, con un obiettivo piuttosto curioso, se visto dal punto di vista di un regime fra i più invadenti nel controllo dei propri cittadini e nel riconoscimento facciale: individuare chiunque non indossi la mascherina protettiva nei luoghi pubblici o di lavoro.
 
In diverse aree del paese, incluse megalopoli come la capitale Pechino o Guangzhou, indossare le mascherine è obbligatorio in certi contesti, così come nelle realtà produttive che dai giorni scorsi, pian piano, stanno provando a ripartire. Starnuti, colpi di tosse e dunque goccioline respiratorie che possono rimanere sospese in aria arrivando anche a due metri dal soggetto sono il canale principale di diffusione del nuovo coronavirus, come per l’influenza di stagione: per questo è fondamentale indossarle nei ristoranti, centri commerciali e sui mezzi pubblici. Il punto è che non è semplice per le autorità individuare chi violi questa prassi, specialmente all’interno di luoghi con afflusso massiccio il controllo a vista è complesso.

Fonte : Repubblica