Coronavirus nelle scuole: le raccomandazioni del Ministero a presidi e genitori

Maschere protettive per bambini a scuola nelle Filippine FOTO EPA/ROLEX DELA PENA

Erano stati i presidi a chiedere al Governo alla ministra della Scuola, Lucia Azzolina di diramare al più presto delle indicazioni precise su come affrontare l’emergenza coronavirus nelle scuole “affinché gli istituti scolastici adottino comportamenti corretti e omogenei su tutto il territorio nazionale e, al contempo, rassicurino le famiglie e il personale”.

“In queste ore – si legge nella lettera del presidente dell’Anp, Antonello Giannelli- stiamo ricevendo da dirigenti scolastici, docenti e genitori numerose richieste di istruzioni su come le scuole debbano comportarsi per fronteggiare il rischio di contagio da coronavirus”.

In particolare sarebbero stati segnalati alcuni casi di alunni/studenti che si sono recati in Cina di recente (come nel caso della studentessa del Beneventano) alimentando l’insorgenza di timori diffusi.

Coronavirus, che cosa cambia nelle scuole

La risposta del Governo è arrivata solerte: “Nessuna misura specifica diversa da quelle delle comuni infezioni da vie respiratorie, i docenti attenuino i comportamenti a rischio”. Previste misure specifiche per gli studenti di ritorno dalle aree della Cina in cui si sono sviluppati casi di Coronavirus.

Per gli studenti e i bambini che frequentano i servizi educativi per l’infanzia – scuole primarie e secondarie – la circolare predisposta dal Ministero della Salute suggerisce che gli adulti facenti parte del personale scolastico (docente e non) prestino particolare attenzione a favorire l’adozione di comportamenti atti a ridurre la possibilità di contaminazione con secrezioni delle vie aeree, anche attraverso oggetti (giocattoli, matite, etc.).

Per gli studenti che non siano rientrati dalla Cina e che non siano stati a contatto con malati, non sono previste misure specifiche se non quelle mirate a prevenire le comuni infezioni delle vie respiratorie ovvero:

  • lavarsi le mani;
  • coprire le vie aeree quando si tossisce e starnutisce; in caso di utilizzo di fazzolettini di carta, una volta utilizzati, vanno gettati;
  • porre particolare attenzione all’igiene delle superfici;
  • evitare contatti stretti con persone con sintomi simil influenzali.

Per gli studenti che sono rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane la circolare prescrive di monitorare l’eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie e, in caso di insorgenza di sintomi: chiamare il 1500 o i centri regionali di riferimento. Inoltre si prescrive di:

  • proteggere le vie aeree con mascherina;
  • evitare contatti stretti fino alla definizione della situazione sanitaria da parte del personale sanitario.

Per gli studenti ai quali è stato comunicato dall’autorità sanitaria, o che sono venuti in altro modo a conoscenza, di aver effettuato un viaggio insieme a un paziente nCoV – con qualsiasi tipo di trasporto – e/o di aver coabitato con un paziente nCoV, entro un periodo di 14 giorni, la circolare prescrive di telefonare tempestivamente al 1500 o ai centri di riferimento delle regioni, per le misure di sorveglianza, ove non siano state già adottate dall’autorità sanitaria.

Sconsigliati i viaggi verso le aree colpite per studenti delle scuole secondarie e universitari.

“Nel caso in cui i viaggi nelle aree colpite siano già iniziati – si legge ancora nella circolare – gli interessati devono attenersi alle seguenti indicazioni:

  1. evitare di visitare i mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi;
  2. evitare il contatto con persone che hanno sintomi respiratori;
  3. lavare frequentemente le mani;
  4. per qualsiasi necessità contattare l’Ambasciata o il Consolato;
  5. qualora una persona sviluppi sintomi respiratori (tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie) mentre si trova nelle aree a rischio, dovrebbe rivolgersi immediatamente a un medico.

Fonte : Today