Torino, detenuto si uccide nel carcere inalando gas: tra 11 giorni doveva essere rimpatriato

 Un detenuto si è suicidato nella sezione ‘Nuovi giunti’ del carcere Lorusso e Cutugno di Torino.  La sua pena sarebbe terminata tra 11 giorni. Si è suicidato inalando del gas da alcune bombolette tenendo la testa in un sacchetto di plastica. Stando a quanto ricostruito, l’uomo di origini marocchine aveva più volte inscenato delle proteste e scioperi della fame per evitare di essere espulso ma il provvedimento, che era stato impugnato, è stato poi confermato in sede giudiziaria per la sua pericolosità. Tra 11 giorni sdarebbe tornato libero.

Nei giorni scorsi, nello stesso penitenziario torinese  un detenuto, di origini tunisine, aveva appiccato un incendio nella sua cella del padiglione “C”, quinta sezione. Sul posto è intervenuto il personale di Polizia Penitenziaria ed i vigili del fuoco, che hanno messo in salvo tutte le persone presenti sul piano, compreso il responsabile del rogo. Leo Beneduci, segretario generale OSAPP, ha aggiunto: “Non si conoscono le motivazioni del gesto del detenuto. Gli agenti di Polizia Penitenziaria hanno portato a termine un’operazione di soccorso con grande prontezza, evitando una grave tragedia”.

Sulla vicenda del detenuto suicida interviene anche Mauro Palma, Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale: “Un suicidio nel carcere di Torino: giovane, senza fissa dimora, straniero, più volte in osservazione psichiatrica. La sua pena sarebbe terminata tra 11 giorni. Possibile che ciò non interroghi la società esterna e che resti soltanto un problema del carcere e di chi in esso opera? Possibile che non si legga il nesso tra l’assenza di un qualche supporto territoriale e una vita così ‘sprecata’?”.

Fonte : Fanpage