Coronavirus: Roma tra psicosi e discriminazioni ai cinesi. A Pratica di Mare il rimpatrio degli italiani bloccati a Wuhan

Tra casi sospetti, messaggi e forme di discriminazioni verso i cinesi, psicosi e rassicurazioni, Roma vuole tornare alla tranquillità dopo l’allarme scoppiato per il coronavirus e i due casi accertati. L’Italia ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi e il Consiglio dei Ministri ha deciso di nominare un Commissario straordinario, Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile.

Un atto dovuto con la politica che sta tentando di arginare l’ansia dei cittadini spiegando che bisogna attrezzarsi per ogni eventualità ma che ogni allarmismo è infondato.

Raggi: “Stop psicosi e allarmismi per il coronavirus”

“La situazione è di assoluta tranquillità. Cerchiamo di non esasperare situazioni che esasperate non sono” ha detto dal canto suo il prefetto di Roma Gerarda Pantalone, mentre con un tweet del sindaco di Roma Virginia Raggi stigmatizza il cartello comparso nella Capitale in un bar a Fontana di Trevi che vieta(va) l’ingresso a chi arriva dalla Cina: “Stop psicosi e allarmismi. Ascoltiamo solo indicazioni e pareri delle autorità sanitarie”.

Il cartello è stato poi rimosso. La paure però c’è tanto che all’Esquilino, dove la comunità cinese a Roma è presente, in questi giorni sono fioccate disdette nei ristoranti asiatici e tra gli alberghi. Mentre il Codacons chiede lo stop dell’Angelus e della Maratona di Roma.

Il bollettino dello Spallanzani del 31 gennaio

Dall’ospedale Spallanzani, nella giornata del 31 gennaio, è arrivato il primo bollettino medico sui due turisti cinesi provenienti dalla provincia di Wuhan, epicentro dell’infezione. Le condizioni sono “discrete, il marito ha un interessamento polmonare più pronunciato”. Marito e moglie nel loro tour sono passati anche per Firenze dove hanno soggiornato due giorni ma non sembrerebbe abbiano toccato Milano.

In tutto nel centro di riferimento per le malattie infettive “sono ricoverati 12 pazienti provenienti da diverse zone della Cina. Presentano sintomi modesti e sono sottoposti a test: in 9 sono stati isolati e già dimessi dopo il risultato negativo. Altri 20 asintomatici che hanno avuto contatti primari con la coppia sono in osservazione”.

Parlano i due cinesi affetti da coronavirus

Non solo: il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito ha anche indicato che “sono stati individuati tre possibili contatti” con la coppia cinese e che sono stati “posti in sorveglianza domiciliare”. “Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi”, ha tranquillizzato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani che ha aggiunto: “Il Centro europeo ha pubblicato nuove stime confermando che la trasmissione è possibile solo quando si hanno sintomi”.

Lunedì il rimpatrio degli italiani da Wuhan

Nel frattempo lunedì a Pratica di Mare atterrerà l’aereo con a bordo i primi italiani rimpatriati da Wuhan e che resteranno in quarantena. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha confermato che il primo volo per il rimpatrio degli ottanta italiani bloccati a Wuhan “arriverà lunedì mattina all’aeroporto militare di Pratica di Mare e saranno sottoposti a un regime sanitario qui in Italia in un luogo dedicato”.

“Nessuno di loro risulta contagiato”, ha assicurato. Anche se l’Italia ha confermato il blocco dei voli. Una decisione che ha lasciato perplessa l’ambasciata di Pechino a Roma, che esprime l’auspicio che “la parte italiana possa organizzarsi prontamente per tutelare e garantire i diritti legittimi dei passeggeri sia cinesi sia italiani”.

Fonte : Roma Today