Cosa cercare nel cielo di febbraio

Ecco cosa ci riservano le notti delle prossime settimane, che si avviano alla fine della stagione invernale

Dal primo al 29 febbraio (sì, il 2020 è un anno bisestile) la durata del dì aumenta di circa un’ora e 12 minuti: a fine mese il Sole tramonterà alle 18.00, garantendoci giornate sensibilmente più lunghe, per la gioia di molti. Per contro, gli appassionati di astronomia dovranno accontentarsi di notti più brevi, anche se non mancheranno le opportunità per cogliere ancora i principali oggetti luminosi che hanno caratterizzato finora il cielo invernale, soprattutto se il meteo sarà favorevole e lo renderà particolarmente nitido.

Al chiaro di Luna 

Il nostro satellite naturale farà da lampione nella notte del 9 febbraio, dove osserveremo una Luna piena e anche piuttosto ingombrante, poiché al cosiddetto perigeo, cioè in una postazione ravvicinata rispetto al nostro pianeta. Sentiremo molto probabilmente parlare di Superluna – anche se, ormai lo sappiamo bene, non è questo un termine riconosciuto né amato dagli scienziati.

Un giro tra le stelle 

Nelle notti lontane dalla Luna piena, e quindi particolarmente nella seconda metà del mese, saremo ancora perfettamente in tempo per un ripasso delle maggiori costellazioni dell’inverno. Partiamo dal cielo meridionale, dove al centro della scena è ancora Orione, facilmente riconoscibile per le sue tre stelle allineate, la cosiddetta cintura, e le più luminose, a due dei suoi vertici. Identificarle una per una non è difficile: gli astri della cintura sono, in ordine da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka. 

Costellazioni di febbraio nel cielo meridionale (simulazione con Stellarium by Alice Pace)

Aiutandovi con la nostra carta del cielo, qui sopra, potete facilmente rintracciare anche Betelgeuse, rossastra e in alto, e Rigel, in basso rispetto alla cintura e inconfondibile per la sua luce tendente al blu. 

Betelgeuse vista da vicino dall’osservatorio spaziale Herschel (Credit immagine: Esa/Herschel/Pacs/L. Decin et al)

All’interno della figura di Orione, proprio al di sotto delle tre stelle allineate, è inoltre possibile scorgere a occhio nudo (ma se avete a disposizione un telescopio, o perlomeno un buon binocolo, è ancor meglio), visualizzare un bagliore diffuso. È la nebulosa di Orione, sicuramente uno degli oggetti più ricchi di fascino e più amati di sempre dagli astronomi. Si tratta di un’immensa culla di stelle in via di formazione, la più vicina al Sistema solare (qui sotto, eccola ancor più da vicino immortalata dal telescopio spaziale Hubble e dall’osservatorio Spitzer).

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Con lo sguardo sempre rivolto a sud, un po’ a sinistra e poco più in basso della costellazione di Orione, ecco invece il Cane maggiore, un’ampia tessera di cielo dove brilla la stella più luminosa della volta celeste, l’inconfondibile Sirio.  

Sirio fotografata dalla Terra (Credit immagine: Akira Fujii – via Esa)

Proprio sopra, invece, possiamo identificare la costellazione del Cane minore, dove l’unico astro appariscente ha il nome di Procione, una stella dalla luce giallastra che, assieme a Sirio e Betelgeuse, chiude il cosiddetto Triangolo invernale.  

Ruotando verso est, lo sguardo incontra invece le costellazioni dell’Idra, del Leone e della Vergine (guarda la mappa), per poi giungere ai grandi classici del cielo settentrionale: l’Orsa maggiore e l’Orsa minore, quest’ultima con Polaris, la stella polare, a segnare l’apice della coda ma, soprattutto, a indicare il nord. 

Costellazioni di febbraio nel orientale (simulazione con Stellarium by Alice Pace)

Caccia ai pianeti 
L’unico osservabile nel cielo serale è Venere, l’oggetto più luminoso (dopo ovviamente la Luna) e quindi facilmente riconoscibile gettando uno sguardo anche distratto nella volta celeste. Oltre a rimanere visibile lungo tutto il mese di febbraio, il nostro vicino di casa nel Sistema solare estende il suo intervallo di osservabilità e possiamo apprezzarlo a fine mese fino anche a quattro ore dopo il tramonto.

Per tutti gli altri pianeti visibili in queste settimane, l’unica occasione è relegata invece alle ore che precedono l’alba. In particolare, possiamo apprezzare Marte, con la sua luce calda, piuttosto in basso in direzione sud-est. Nella seconda metà del mese, il Pianeta rosso si dirigerà precisamente nella costellazione del Sagittario: sarà una buona occasione per localizzare con più facilità anche Giove e Saturno, che lì lo attendono.

Saturno, Giove e Marte rannicchiati nella costellazione del Sagittario nella seconda metà del mese di febbraio  (simulazione con Stellarium by Alice Pace)

Fonte : Wired