Una startup consegna a domicilio i piatti degli chef stellati

Il delivery di lusso di Cosaporto va da cene stellate a bottiglie di vino importanti e oggetti di design. E ha convinto anche Netflix e il Papa. Il suo obiettivo è crescere in Italia e all’estero

Cosaporto (Crediti: Cosaporto)

In questo momento stanno testando i biglietti di auguri sonori. “Il fattorino arriva a casa per consegnare i prodotti, magari una torta sorpresa, e fa ascoltare al festeggiato il messaggio personalizzato con la voce di chi lo ha mandato. È un servizio importante, qualche settimana fa abbiamo ricevuto un ordine da una ragazza che vive in Australia e che ci ha chiesto aiuto per mandare una torta a sua nonna che vive a Roma”. Stefano Manili è sempre alla ricerca di qualcosa che possa dare valore aggiuntivo a quello che a primo acchito potrebbe sembrare un servizio di food delivery.

In realtà la sua creatura è qualcosa di diverso: si chiama Cosaporto – come la classica domanda che affligge un qualsiasi invitato a una cena in casa – e punta a risolvere proprio l’annoso dilemma. È una startup che dal 2017 recapita prodotti di alta categoria a domicilio. Pasti ma anche fiori, oggetti di design, bottiglie di vino. Non i piatti caldi che siamo abituati a prenotare online da altre startup di logistica, ma cibo di fascia alta.

I nostri partner sono di primo livello, garantiamo uno standard importante”, racconta Manili. In pochi click si può scegliere una specialità degli chef stellati Niko Romito, Aimo e Nadia, Heinz Beck: C’è la possibilità di fare più ordini per vederseli recapitare assieme champagne, fiori, dolci e aperitivo per imbastire una cena superlativa anche all’ultimo”.

Dove, come, quando

Partita da Roma, è arrivata anche a Milano, Torino e da pochi mesi a Londra. Questo modello in Italia era abbastanza distintivo, non esisteva una società così orizzontale. Mano a mano andando avanti abbiamo capito che i brand ci supportavano. Perciò ci siamo lanciati su Londra, che sentiamo un po’ nostra, visti i 750mila italiani che ci vivono. È una metropoli che come cultura del delivery è più avanti, abbiamo trovato i giusti partner”, spiega Maniili

La spedizione avviene con corriere, in città o fuori. “Consegniamo attraverso ditte specializzate nel delivery, niente biciclette ma macchine attrezzate con il polibox. Solo a Roma viste le condizioni del traffico ci avvaliamo di alcuni scooter. Spediamo ovunque nel mondo”, aggiunge.

Chi compra

Sono 13mila gli utenti registrati, 5mila quelli attivi con almeno un ordine. Il profilo medio è per il 70% donna, l’età va dai 35 ai 55 anni, medio-alto spendente. “Il 7% dei clienti ha fatto più di 10 ordini. Il 6% ha speso più di mille euro”, precisa Manili. Si recapitano pacchi in ufficio (10%), per cene o pranzi a casa (14%), per inviti a cene o pranzi (16%) in modo da mandare in anticipo ai padroni di casa il proprio cadeau. Per il 42% si tratta di regali. “San Valentino, compleanni, Natale. Anche tanti biglietti anonimi di ammiratori segreti”, confessa Manili.

Gli aneddoti legati ai clienti non mancano. “Abbiamo consegnato 100 gelati a una ragazza al Pincio a mezzanotte per il suo compleanno, portato la colazione a 30 thailandesi di passaggio a Fiumicino, soddisfatto una famiglia cipriota che da Fiumicino era diretta a Saturnia ma voleva provare assolutamente la pizza di Bonci, l’abbiamo incontrata a un distributore di benzina vicino all’aeroporto per lo scambio”, enumera il fondatore.

Netflix ha fatto partire un ordine da Palo Alto, in California, da recapitare sul set di una serie tv che si girava a Roma. Ma forse il più incredibile per Manili è stata la richiesta del medico personale di Papa Francesco: “Una torta per una cena di quattro persone, lui, sua moglie, sua figlia e il Papa. Gliel’ho portata personalmente in Vaticano”.

I partner

Cerchiamo il meglio, la selezione sta attirando chef e brand famosi, che non si sentono minati dalla concorrenza, ma anzi, richiamano altri nomi noti. Per loro significa che lo standard generale è alto e questo li rassicura anche sul loro stesso posizionamento. Gestiamo noi tutto, siamo il loro ecommerce”, aggiunge. Le richieste di adesione sono rifiutate al 90%. E Manili spiega che facciamo anche attività offline con eventi ad hoc studiati insieme, partnership, co-branding e co-marketing, piani di comunicazione congiunti”. Oltre a catering, eventi, progetti per la parte b2b.

Il business model

È molto classico. “Siamo una piattaforma affiliata ai negozi, che sono i nostri partner. E che in cambio dei servizi ci riconoscono una percentuale sul venduto che varia ma che rappresenta circa il 20-25% degli acquisti”, specifica Manili: “Nessuna commissione di ingresso o canoni mensili”.

Tre i finanziamenti che sono arrivati nel tempo. “Siamo partiti ne 2017 con un friends and family. Poi ha creduto in noi Fabio Cannavale con Boost Heroes, e da ultimo un altro round di privati“. Il fatturato del 2019 si è avvicinato a un milione di transato, l’obiettivo per il 2020 è quello di raddoppiare. “La crescita nel 2019 è stata per 2,5 volte quella del 2018 e per quest’anno vogliamo mantenere questo trend”. Il 2019 è stato chiuso con l’85% di b2c. “Vorremmo portare il b2b al 26% nell’anno in corso”.

Il futuro

Nuove aperture all’orizzonte. “Se Londra cresce bene, a fine anno vorremmo rientrare in Italia su Bologna e Firenze. E poi nel 2021 provare con Barcellona, che ha una grande education sul delivery e una buona offerta, buoni negozi e la cultura dello star bene”.

Fonte : Wired