Mary Elizabeth Winstead parla di Birds of Prey e della sua Cacciatrice

Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn) arriverà nelle sale italiane il 6 febbraio, e Mary Elizabeth Winstead a.k.a. The Huntress racconta ai microfoni di Variety come è stato entrare a far parte del film e lavorare con un cast e una produzione prevalentemente al femminile.

“Avevo una vaga concezione del personaggio. Una volta venuta a conoscenza del progetto però ho iniziato a fare ricerche, e l’ho trovata davvero interessante e misteriosa. Poi ho incontrato Cathy e Margot. E mi sono interessata sempre più al mondo del film come lo stavano costruendo, con tutti questi personaggi femminili degni di nota” spiega l’attrice, rivelando il suo approccio al personaggio e al film “Huntress è un po’ un tipo solitario, e più si avvicinava alle altre donne nella pellicola, e più io mi divertivo. Poi abbiamo iniziato a girare più scene insieme – scene di lotta, allenamenti – ed è davvero un gruppo fantastico”.

E sul fatto di aver condiviso il set con così tante donne, Mary Elizabeth Winstead ha parecchio da dire: “È stato davvero liberatorio essere circondata da così tante donne in una posizione di potere. Ti permette anche di comprendere quanto poco tu abbia fatto esperienza di una simile realtà prima di quel momento. […] Realizzi quanto sei stata ostocalata in passato. Come ci fossero tutte queste piccole barriere da rompere in termini di comunicazione che non ci sono quando invece sei circondata da donne che ti vedono e ti capiscono per quello che sei”.

Perché, spiega l’attrice di Fargo e Scott Pilgrim vs. The World, per quanto bene ci si possa trovare su un set, la presenza femminile è tutta un’altra cosa… “Io sono stata fortunata, ho lavorato con persone meravigliose per tutto il corso della mia carriera. E gli uomini con cui ho avuto a che fare erano certamente amabili, di grande talento, e pieni di considerazione. Ma anche i più talentuosi e attenti ai riguardi degli altri non erano comunque delle donne, capisci che intendo? C’è sempre una discussione che non si può evitare sul perché non riescano a comprendere il tuo punto di vista. […] Ne parlavo con Jurnee [Black Canary] l’altro giorno. Non avevo realizzato di aver sempre avuto attivo un meccanismo di difesa, come se fossi costantemente pronta a una lotta, seppur gentile ed educata. Sono sempre stata pronta a dire ‘No, preferirei non farlo in questo modo, ma in quest’altro’ oppure ‘Non penso che il mio personaggio agirebbe così, ma piuttosto così’. Mentre sul set di BOP non ce n’era bisogno, era qualcosa di intuitivo, di assodato. Non c’era bisogno di avere discussioni in merito a come avrebbe agito una donna in una determinata situazione”.

Fonte : Everyeye