Nuova Zelanda, radar sugli albatros contro la pesca illegale

Pattugliare i mari alla ricerca di attività di pesca illegali grazie a degli alabtros muniti di radar: è questo il progetto avviato da New Zealand Fisheries con un primo test in Nuova Zelanda e Francia già nel novembre 2018. La prima tappa, come riporta il Guardian, è inviare gli animali in volo sulle isole subantartiche, alla ricerca di pescatori di frodo in angoli remoti dell’Oceano pacifico. 

Il progetto

Il progetto dell’organo governativo Fisheries New Zealand è supportato sia dalla madrepatria dell’azienda che dalla Francia. A novembre 2018, 169 albatros sono stati equipaggiati con dispositivi radar e inviati nel sud dell’Oceano Indiano. A gennaio 2019 altri venti esemplari sono stati inviati tra le isole subantartiche della Nuova Zelanda e le coste dell’America del Sud. Lo scopo governativo dichiarato era quello di controllare la distribuzione degli albatros e i loro accoppiamenti, ma c’era di più. Con i dispositivi radar, infatti, gli animali avrebbero potuto individuare pescherecci impegnati in attività illegali.

I primi dati

“La maggior parte dei rilevamenti radar ricevuti erano all’interno della zona economica esclusiva della Nuova Zelanda, nell’ambito della nostra analisi li controlleremo per monitorare l’attività di pesca segnalata nelle stesse località”, ha affermato Rebecca Blowes di Fisheries New Zealand. Questa settimana i dati rilevati hanno aiutato gli esperti a ricostruire un quadro sconfortante. Di 353 contatti radar, circa il 30% proveniva da imbarcazioni al lavoro nell’antartico, sotto l’Oceano Indiano, pieni di pesci dente, pesci ghiaccio, krill e altre specie. Queste imbarcazioni avevano disattivato il segnale gps. Si stima che in tutto il mondo la pesca illegale generi un giro d’affari di 17,6 miliardi di sterline all’anno (circa 21 miliardi di euro).

Perché gli albatros

Secondo il biologo marino del National Centre for Scientific Research francese, Henri Weimerskirch, gli albatros sono perfetti per questa missione. Coprono ampie distanze e sono particolarmente attratti dai pescherecci, specie se carichi di pesce. Sono capaci di “intercettarli” anche a 30 chilometri di distanza. Sfruttando questa inclinazione genetica, un team di scienziati ha costruito un dispositivo molto leggero, con un’antenna gps, un’altra per intercettare i radar delle barche e una terza che permette di inviare a terra i dati. Il dispositivo è dotato anche di un pannello solare per l’alimentazione. È stato installato sul dorso degli uccelli, apparentemente non infastiditi dal carico extra. “Sono come dei droni, solo intelligenti”, ha spiegato Weimerskirch al Guardian.

Le attrezzature da pesca sono una min...

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Fonte : Sky Tg24