Oscar, i capolavori che non hanno ricevuto una nomination

“La vita umana è un istante imperfetto”, scriveva Franz Kafka, Sicché, potrebbe non essere così scioccante che alcuni capolavori assoluti e riconosciuti della Storia del Cinema non abbiano ricevuto uno straccio di nomination, anche nelle categorie cosiddette minori. Tra cortezza di vedute, invidie, antipatie, dimenticanze, spesso e volentieri i pur prestigiosi e preparati componenti dell’Academy hanno ignorato opere epocali o film che hanno rappresentato l’eccellenza in quel determinato categoria. Risulta davvero stravagante che nessuno film diretto da Fritz Lang sia mai stato candidato a un qualsivoglia Oscar o che pellicole come Orizzonti di Gloria, Sentieri Selvaggi, Tempi Moderni non abbiamo avuto la possibilità di gareggiare per portarsi a casa almeno una statuetta. Ma tant’è. Nessuno è perfetto. Figuriamoci una giuria. Ecco quindi una selezione di opere che avrebbe meritato una, e a volte molte, nomination. Anche in questo caso si tratta di un elenco arbitrario e soggettivo. Parecchie pellicole non presenti nella lista avrebbero avuto tutte le carte in regole per partecipare alla notte delle stelle. Ma per usare le parole di Winston Churchill: “La storia umana non si svolge sempre come un calcolo matematico sul principio che due più due fa quattro. A volte nella vita fa cinque oppure tre; e talvolta la lavagna si gira nel mezzo della somma e lascia la classe in disordine e il maestro con un occhio nero.”

Zodiac (2004)

Forse il problema è che Zodiac uscì al cinema nel marzo del 2004 (10 mesi prima dell’annuncio delle nomination. Tuttavia, la precisione cartesiana della messa in scena, la cura certosina delle inquadrature, l’attenzione alla psicologia dei personaggi avrebbe meritato di essere gratificati almeno con una candidatura. Certo, in un Paese come gli Stati Uniti dove loser (perdenti) è uno dei più infamanti epiteti che si possono attribuire a un essere umano, la storia di un fallimento (il serial killer noto come Zodiac non fu mai né identificato, né tanto meno arrestato) può non risultare gradita agli americani. Però Considerano che Millenium-Uomini che odiano le donne, sempre diretto da Fincher, ottenne 5 nomination e vinse un Oscar, la disparità di trattamento resta palese

Il Grande Lebowski (1998)

Con ogni probabilità il “Drugo” Jeffrey ci avrà bevuto sopra una schidionata di White Russian per addolcire la sconfitta. Un’epifania di panna, vodka e liquore al caffè per anestetizzare il rammarico di essere stati ignorati dall’Academy. Certo. un paio di anni prima i fratelli Coen avevano stappato lo champagne per celebrare le 7 nomination e i due oscar vinti con Fargo. Però almeno uno tra Jeff Bridges, John Goodman, John Turturro e Julianne Moore avrebbe meritato di far parte della cinquina, Peraltro, per quanto concerne il pianeta Terra, Il Grande Lebowski ha vinto solo il premio come miglior pellicola straniero aL Russian Guild of Film Critics. Sarà stata per merito del cocktail?

 

Leon (1994)

Con il suo 29º posto nella IMDb Top 250, Leon di Luc Besson è il film francese con la posizione più alta in classifica. Ma, almeno nel 1984, I giurati dell’Academy la pensavano diversamente. Resta comunque curioso, se non sospetto, la mancata nomination a Natalie Portman al suo esordio sul grande schermo con un personaggio trasformatosi in icona pop. Bizzarra pure la mancata candidatura di Gary Oldman, Il suo cattivo impasticcato dà ancora i brividi quando pronuncia la frase: “Adoro questi momenti di calma prima della tempesta. Mi ricordano sempre Beethoven… tu l’hai mai sentito Beethoven?”

Ricomincio da capo (1993)

Il titolo originale del film (Groundhog Day) è diventato un’espressione comune per indicare, nei paesi dii lingua anglosassone, un giorno noioso e ripetitivo. Al netto del modesto successo iniziale al botteghino, il film avrebbe meritato almeno una nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura e forse un’altra per l’interpretazione di Bill Murray

Le iene (1992)

Dicono che buon giorno si veda dal Mattino. L’esordio dietro la macchina da presa di Quentin Tarantino è più luminoso di una supernova, ma l’Academy dorme il sono degli ingiusti. I Cani da rapina avrebbero meritato di giocarsela in più di una categoria. Forse la risposta alle mancate nomination si cela nelle parole di Jami Bernard, giornalista del New York Post e del Daily News. «Non penso che il pubblico fosse pronto. Non sapevano cosa fare con Le Iene. Fu come il primo film muto, quando la gente vide il treno che arrivava verso la telecamera e uscì dalla sala di proiezione.»

 

Terminator (1985)

OK, Il sequel, Terminator: il giorno del giudizio ha vinto ben 4 Oscar. Però che il prototipo sia rimasto a bocca asciutta è davvero più strano dei paradossi temporali di cui tratta il film di James Cameron. II T-800 avrebbe meritato almeno una nomination per gli effetti speciali

C’era una volta in America (1984)

“Che hai fatto in tutti questi anni?” “Sono andato a letto presto”. Cosi risponde Noodles in C’era una Volta in America; con una battuta diventa leggendaria, E probabilmente pure i giurati dell’Academy si sono coricati all’ora in cui vanno a dormire le galline perdendosi la proiezione del capolavoro di Sergio Leone. E’incredibile che il film non abbia ottenuto alcuna nomination, neanche la formidabile colonna sonora composta da Ennio Morricone. A parziale discolpa, c’è il fatto che il film fu distribuito inizialmente in una tremenda versione ridotta e montata in ordine cronologico (sic!)

Shining (1980)

Si sa; Stephen King non ha mai apprezzato la trasposizione cinematografica del suo romanzo fatta da Stanley Kubrick. Un giudizio, con ogni probabilità, condiviso anche dall’Academy. Quello che è considerato dalla critica internazionale (insieme a L’Esorcista) il miglior horror della storia del cinema, è stato ignorato dalla corsa all’Oscar, parimenti a Wendy che non si avvede dei segnali di squilibrio mentale mostrati dal marito Jack Torrance. Insomma, la luccicanza non abita qui

Mean Streets (1973)

Tra Scorsese e l’Oscar, non scorre buon sangue, visto che il regista ha vinto la sua prima statuetta nel 2007 per The Departed – Il bene e il male; e ottenuto la prima nomination nel 1981 per Toro Scatenato. Tuttavia, che questa dolente autobiografia che ci insegna che i peccati non si scontano in chiesa, ma per le strade, non sia stata considerata degna di una candidatura è abbastanza scandaloso. Più di un cattolico che pratica l’adulterio

L’infernale Quinlan (1958)

I film di Orson Welles hanno portato a casa una solo statuetta, per la sceneggiatura di Quarto Potere. Se si parla di Nomination è andata pure peggio: L’infernale Qiuinlan, capolavoro assoluto della storia del cinema non ha entusiasmato l’Academy, Al pari di altre pietre miliare firmate da Welles come la signora di Shanghai, Falstaff, Otello. Insomma Welles per Hollywood è un cineasta senza futuro, come il pingue e dissoluto ispettore Quinlan. E non basta un tardivo Oscar alla carriera a riparare agli errori

Orizzonti di Gloria (1957)

L’ennesimo film di Stanley Kubrick non premiato con nessun Oscar. Nello specifico Orizzonti di Gloria non si beccò manco una nomination. E la cosa ancora più sorprendente è quella l’anno la statuetta fu vinta Gigi che ottenne addirittura 2 riconoscimenti miglior film, miglior regia. A volte non è solo la matematica a essere un’opinione

Sentieri selvaggi (1956)

Certo,  John Ford ha vinto 7 Oscar, di cui 4 come miglior regista. Tuttavia, il suo film più bello non ha preso neanche una nomination. Ed è assurdo perché Sentieri Selvaggi spadroneggia nelle classifiche dei migliori film di tutti i tempi. Per l’Academy Quella porta che si schiude rivelando straziante bellezza della Monument Valley è rimasta chiusa per sempre

La signora del venerdì (1946)

I dialoghi scoppiettanti tra Cary Grant e Rosalind Russell, la sceneggiatura di Ben Hect. Basterebbero questi due elementi a far gridare allo scandalo per le mancate nomination all’Oscar. Ma il film di Howard Hawks non ebbero mai un grande feeling con l’Oscar, specialmente le commedie visto che pure un capolavoro come Susanna venne ignorato: Certo, nel 1975 a Hawks fu consegnato una riparatrice statuetta alla carriera. Ma il danno ormai era stato fatto.

Tempi moderni (1936)

Nel 1974, durante la consegna dell’Oscar alla carriera. l’Academy tributo a Charlie Chaplin la più lunga standing ovation della storia della cerimonia. Resta però il rammarico per non aver candidato un film così profetico, epocale ed esilarante come Tempi Moderni.

M-Il Mostro di Düsseldorf (1931)

I film di Fritz Lang, un regista che era il simbolo stesso del cinema come lo definì Godard, non ricevettero mai una nomination all’Oscar. Quindi M, il mostro di Düsseldorf, prima pellicola parlato diretta dal maestro dell’espressionismo è solo uno dei tanti esempi della miopia dell’Academy.

Fonte : Sky Tg24