5 finali di serie animate che probabilmente non ricordate

Il celeberrimo anime Holly e Benji, tratto dal manga Capitan Tsubasa, ha unito in un solo prodotto le passioni di molti ragazzini alla fine degli anni ’80, quella per i cartoni giapponesi e quella per il calcio. Le avventure dell’attaccante Holly e del portiere Benji, prima acerrimi avversari e poi alleati inseparabili, sono andate avanti per 128 episodi fra partite interminabili in cui un pallone stranamente ovalizzato non raggiungeva mai la porta e pittoreschi cambi di strada, di fronte a stadi inevitabilmente gremiti nonostante la giovanissima età dei due campioni e dei loro compagni. Come finì, però? L’anime originale si conclude con la finalissima fra le squadre New Team e Toho, che finisce a sua volta con un pareggio e la celebrazione di tutti i giocatori. Negli anni successivi ci furono diversi sequel che raccontano nuove vicende, fra cui la partecipazione ai Mondiali Under 21, in cui il Giappone arriva in finale contro la Germania, ma anche qui tutto si conclude con un pareggio che non crea discordia Le sorelle più famose della televisione erano delle infallibili ladre che, all’insaputa di tutti, alternavano il loro lavoro di cameriere nel bar di famiglia all’attività di scassinatrici notturne dal passo felpato. Le vicende di Kelly, Sheila e Tati sono molto più complesse, però, di quanto potremmo ricordarci (rubavano, per esempio, solo le opere del loro padre defunto, il pittore Michael Heinz, che erano state trafugate dai nazisti), e altrettanto complesso è il finale. Negli ultimissimi episodi le tre sperano di aver finalmente rintracciato il padre in una villa, dove trovano effettivamente un anziano signore: peccato si tratti dello zio, che rivela di essere stato lui stesso colui che aveva tradito il fratello gemello. Nel manga le cose si fanno più complicate a causa della relazione fra Sheila e Matthew, il poliziotto sulle tracce delle ladre: Sheila gli rivela la sua identità e fugge negli Stati Uniti, ma quando il ragazzo decide finalmente di raggiungerla, lei sembra aver perso la memoria (anche se alcuni elementi fanno intendere che potrebbe recuperare i ricordi) Che vi avesse emozionato per i suoi scenari apocalittici oppure disgustato per le morti immonde e bubboniche, Ken il guerriero è stato sicuramente uno dei cartoni simbolo di una generazione. Sappiamo che l’ultimo discendente della divina scuola di Hokuto, capace di spappolare i nemici toccando i fatidici punti di pressione, è alla ricerca dell’amata Julia, rapita da Shin, e nel frattempo incontra due bambini, Bart e Lynn. Dopo averla creduta morta, Ken si ricongiunge con Julia, la quale sembra però soccombere di nuovo per mano di Raoul. Allora il protagonista uccide quest’ultimo, il quale aveva però nel frattempo allungato la vita della donna gravemente malata grazie a un colpo segreto. I due se ne vanno a cavallo del possente Re nero. Nella seconda parte della serie, passati molti anni e con Julia ormai morta, Ken torna per aiutare Bart e Lynn, cresciuti e impegnati nella lotta contro il malvagio imperatore. Sconfitti i nemici, a Ken viene rivelato l’amore che Lin nutre per lui, ma il guerriero se ne va nuovamente a cavallo di Re nero, affermando che l’unica donna che possa mai amare resta Julia Altra ladra memorabile della storia dei cartoni animati (evidentemente si doveva sublimare in qualche modo l’istinto infantile di sottrarre oggetti luccicanti). Carmen Sandiego, prima del recente reboot Netflix, ha animato ben 40 episodi di una serie avvincente, che è stata per certi versi anche molto educativa grazie al suo impianto didattico. Nel corso delle varie avventure, Carmen ruba di tutto, anche monumenti ritenuti inamovibili, ma è solo nell’ultimo episodio che si scopre cosa la muove: la volontà di recuperare il padre rapito da una misteriosa entità, che le intima di uccidere anche Zach e Ivy, i due giovani investigatori che sono sempre sulle sue tracce. La ladra si rifiuta e, in modo piuttosto rocambolesco, riesce a liberare il padre, il quale però non si ricorda di lei. Forse ingannata o forse delusa dalla perdita di memoria del padre, Carmen Sandiego fugge ancora, per la prima volta però la vediamo in lacrime e tutto assume un significato diverso Lo spin-off futuristico dei Simpson, creato sempre dal papà Matt Groening, è andato in onda in due tronconi, prima dal 1999 al 2003 e poi dal 2008 al 2013. Nel corso delle sette stagioni, nonostante l’andamento altalenante della qualità, abbiamo imparato a conoscere e apprezzare le assurdità di personaggi come Fry, Leela, Bender, il dottor Zoidberg… Fra una consegna interplanetaria e l’altra, com’è andata a finire questa serie animata? La risposta sta nell’ultimo episodio, Meanwhile: Fry capisce di essere innamorato di Leela e le chiede di sposarlo; lei temporeggia e lo invita ad aspettarla in cima al Vampire State Building. Affranto perché non la vede arrivare, Fry si getta un attimo prima di scorgerla (l’orologio di lui era avanti di mezz’ora), dunque utilizza una mini macchina del tempo del professor Farnsworth che lo blocca in un loop temporale in cui continua a cadere. In seguito ad altre complicazioni, Fry e Leela fermano il tempo in tutto l’universo, decidendo di esplorare il mondo da soli. Dopo molti anni assieme, una volta tornati al grattacielo, trovano lo spettro del professore che propone loro di scongelare il mondo, a patto però di ripetere tutto da capo, senza memoria della loro unione. Fiduciosi, i due accettano

Fonte : Wired