Concorsi scuola, caos tra sindacati e Miur: “E’ rottura”

Nuvole scure all’orizzonte sui concorsi per i docenti che si dovrebbero svolgere nel 2020: i due giorni di confronto tra i maggiori sindacati della scuola e il ministero dell’Istruzione hanno prodotto una rottura tra le parti, proprio sulle richieste disattese riguardanti il reclutamento e le abilitazioni.

Le sigle  Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams, attraverso un comunicato unitario, si sono detti ”del tutto insoddisfatti” dopo il confronto al Miur, parlando di ”totale indisponibilità” rispetto alle loro richieste in merito ai provvedimenti attuativi del decreto su reclutamento e abilitazioni.

Concorsi scuola 2020, rottura tra sindacati e Miur

”È stato di totale chiusura rispetto alle proposte dei sindacati l’atteggiamento assunto  dall’Amministrazione a conclusione del confronto sui provvedimenti attuativi del decreto su reclutamento e abilitazioni”.

Inizia così la nota dei sindacati, che poi fanno leva sulle richieste disattese: ”Il verbale che è stato redatto al termine dei due giorni di confronto dà conto della totale indisponibilità rispetto a richieste che si ponevano in termini di piena coerenza con quanto emerso nel lungo percorso che ha visto sindacati e Amministrazione impegnati a definire le modalità con cui dare seguito a quanto stabilito in diverse intese, a partire da quella del 24 aprile scorso a Palazzo Chigi e successivamente in quelle con i ministri dell’Istruzione e Ricerca, riassunte nei verbali di conciliazione del dicembre scorso- Intese che ad oggi, in presenza di un rinnovato assetto del ministero, vengono totalmente disattese”.

Alla luce di questa situazione, le sigle ”hanno deciso di convocare con urgenza le segreterie unitarie per una più compiuta valutazione e per assumere le decisioni conseguenti, tenuto conto che le ragioni per cui sono state a suo tempo sospese le iniziative di mobilitazione vengono oggi definitivamente a cadere”.

Concorsi scuola 2020, bandi per 70mila posti

Dal Miur avrebbero risposto con stupore alla posizione de sindacati, facendo leva sulle 70mila assunzioni nel comparto scuola che dovrebbero arrivare entro l’anno con i vari bandi di concorso in preparazione. Infatti, proprio lo scorso mercoledì il nuovo ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, aveva annunciato l’arrivo per i primi giorni di febbraio dei primi bandi: ”I primi tre concorsi annunciati derivano dal lavoro fatto nel decreto scuola che avevo seguito personalmente sia alla Camera che al Senato. Partiremo con un concorso straordinario per chi aveva già maturato servizio a scuola per 24mila posti, che io conto di immettere in ruolo entro il primo settembre 2020, poi un altro concorso ordinario sempre per la scuola secondaria di primo e secondo grado per chi non aveva maturato quel servizio o per i neolaureati. In ultimo un concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e la primaria”. Sommando in tre concorsi, le assunzioni dovrebbero superare le 70mila unità.

Concorsi scuola 2020, cosa chiedono i sindacati

A finire nel mirino dei sindacati sono soprattutto le procedure di selezione. Ma quali sono le loro richieste? Per quanto riguarda il concorso straordinario della secondaria, sono stati affrontati i seguenti argomenti: 

  • l’accesso su posto comune per quei docenti che hanno servizio solo su sostegno. Questi docenti debbono poter partecipare al concorso straordinario come prevede chiaramente l’emendamento approvato in Parlamento
  • il rapporto tra punteggio dato alla prova e punteggio dato ai titoli con una netta prevalenza del servizio
  • la pubblicazione della banca dati dei quesiti
  • tempi e procedure distinte nell’ambito dello straordinario per la procedura solo abilitante e quella sia abilitante che finalizzata all’assunzione. In pratica ci saranno due bandi distinti, che però a nostro avviso dovranno partire in tempi ravvicinati. È chiaro che il concorso per la stabilizzazione richiede maggiore urgenza, per poter fare le assunzioni entro settembre, ma é anche vero che l’altra procedura deve partire altrettanto celermente per non lasciare indietro gli altri lavoratori (docenti provenienti da altro ruolo, IFP, paritarie, servizio misto) e per dare anche ai precari dello stato questa ulteriore possibilità di accedere all’abilitazione.
  • semplificazione generale delle tabelle, per dare massima rilevanza al servizio
  • circoscrivere il più possibile l’ambito dei quesiti, perché i programmi del concorso 2016 sono molto vasti.

Invece, in riferimento ai concorsi ordinari, le sigle hanno espresso le seguenti richieste: 

  • l’eliminazione della prova preselettiva o in subordine la pubblicazione della banca dati dei quesiti
  • il riconoscimento del servizio, anche di quello svolto su sostegno nella procedura concorsuale della classe di concorso
  • la semplificazione della tabella dei titoli, per privilegiare pochi titoli di spessore, ad esempio la laurea, il dottorato, la specializzazione su sostegno
  • la valorizzazione della laurea in scienze della formazione primaria (per il concorso della scuola primaria e dell’infanzia).

Se le parti in gioco non dovessero trovare un’intesa a breve, la possibilità di una mobilitazione del comparto scuola diventerebbe sempre più concreta.

Fonte : Today