Coronavirus, medico italiano in quarantena al rientro dalla Cina: “Ora vivo chiuso in casa”

Francesco Colaleo, medico e specializzando in Neurochirurgia alla Federico II di Napoli

“Dovrò restare altri dieci giorni in quarantena per considerarmi fuori pericolo. Passo le mie giornate in casa, grazie anche alle provviste di cibo che mi sono fatto procurare prima del mio arrivo. Ovviamente c’è preoccupazione, ma non abito lontano dall’ospedale Cotugno, quindi se dovessi avere sintomi preoccupanti so dove andare”. A parlare, intervistato da NapoliToday, è Francesco Colaleo, medico e specializzando in Neurochirurgia all’Università Federico II di Napoli.

L’uomo, 30 anni, era da poco più di dieci giorni a Kunming (nella provincia dello Yunnan) per un progetto di formazione, quando è scoppiata l’epidemia di coronavirus. Preoccupato per l’aumento di casi di persone positive al virus, lo scorso 26 gennaio ha deciso di far ritorno a Napoli.

“Una volta tornato a Napoli anche su consiglio sia dei medici dell’ospedale di Kunming che della scuola di specializzazione di Napoli mi sono messo in quarantena”.

Quali sono i sintomi del coronavirus? “Il problema è che sono sovrapponibili ai sintomi influenzali – racconta Francesco Colaleo -. Si parte con cefalee, dolori osseomuscolari, gola che pizzica e poi febbre, per proseguire con insufficienza respiratoria e renale. Considerato che siamo in un periodo di picchi influenzali ci saranno parecchi allarmismi ingiustificati”.

Sei ancora in contatto con colleghi residenti a Kunming e come stanno vivendo questa pandemia?

“Ho contatti giornalieri con colleghi cinesi e con le mie coinquiline. Continuano a vivere la loro vita, però sono in allerta, utilizzano mascherine nei luoghi pubblici. Tra l’altro molti medici sono partiti per Wuhan come volontari. In città a Kunming sono aumentati i casi negli ultimi giorni (30 al momento), ma si attende un incremento esponenziale nei prossimi giorni e poi si spera di contenere il virus”. 

Fonte: NapoliToday →

Fonte : Today