Freddie Mercury e quel video censurato che bloccò il successo dei Queen negli Stati Uniti

Probabilmente non tutti i fan dei Queen sanno che il video musicale di “I Want to Break Free”, secondo singolo estratto dall’album “The Works” uscito nel 1984, creò non pochi problemi alla band negli Stati Uniti.

Il brano, considerato un inno contro l’oppressione di ogni genere, nel Regno Unito raggiunse il 3º posto nella hit-parade, segnando uno dei momenti di maggiore successo della band. Ma negli Stati Uniti fu censurato a causa del video ufficiale, in cui i componenti del gruppo compaiono in abiti femminili.

Rolling Stone racconta che il video di “I Want to Break Free è una parodia della soap opera inglese “Coronation Street” e rievoca la commedia drag. A quanto pare, però, mentre gli inglesi colsero il riferimento, in Nord America la cosa fu ritenuta inaccettabile, tanto che (dopo molte polemiche) MTV lo censurò per 7 anni, impedendo al brano di riscuotere il meritato successo e creando una profonda spaccatura tra la band e i media americani.

Brian May, intervistato da Terry Gross per NPR, ha ricordato che al tempo la band fece un tour promozionale intitolato proprio “I Want To Break Free“. Trattandosi di una parodia di “Coronation Street” i componenti della band erano vestiti da donne come le protagoniste della soap. 
È stato divertente farlo. E in tutto il mondo la gente ha riso. Hanno colto la battuta e l’hanno capito“, ha continuato il chitarrista dei Queen, aggiungendo come invece in America le cose siano andate diversamente e la gente abbia accolto con freddezza e disappunto la cosa.

All’epoca MTV dominava il panorama musicale e una censura equivaleva ad una vera e propria condanna a morte per il successo commerciale brano. Infatti negli Stati Uniti il brano raggiunse soltanto la 45esima posizione nella Billboard Hot 100. Ma questo, come racconta la storia dei Queen, non ha piegato Freddie Mercury e la sua band.

Fonte : Virgin Radio