Gf Vip, Rita Rusic: “Dopo l’addio a Cecchi Gori, i bodyguards mi serravano la strada”

Rita Rusic si è fatta conoscere al pubblico come una donna algida, difficile da scalfire. Ieri sera però, mentre parlava di alcuni dei momenti più dolorosi della sua vita, l’attrice e produttrice di origini croate è scoppiata in lacrime. A partire dall’infanzia, vissuta in un campo profughi, fino alla separazione con l’ex marito Vittorio Cecchi Gori. 

Rita Rusic e l’infanzia nel campo profughi

Nata nel 1960 a Parenzo in Istria (allora parte della Jugoslavia), quando aveva 4 anni la sua famiglia si trasferì in Italia presso un campo profughi, dove rimase per circa 3 anni. “La mia vita da bambina era stata felice fino a che non ci siamo trasferiti in un campo profughi in Italia – ha raccontato Rusic – Eravamo chiusi lì dentro con la mia famiglia e noi bambine dovevamo essere brave per meritarci la cittadinanza (…) La parte più dura poi è quando sono rimasta sola perché hanno mandato via mia sorella in un collegio lontano. Ci vedevamo solo la domenica con lei, e mi portava dei dolci”. Rita ha poi studiato come odontotecnico presso la scuola Cesare Correnti di Milano, successivamente si iscrisse a medicina presso l’ Università degli Studi di Milano e, per mantenersi gli studi, svolse diversi lavori tra cui la modella.

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Rita Rusic e il divorzio da Cecchi Gori

A rivoluzionare la vita di Rita è arrivato poi l’amore, ovvero Vittorio Cecchi Gori, produttore con cui è stata sposata dal 1983 fino al 2000.A vent’anni ho conosciuto Vittorio – ha confidato – Il momento più felice è stata quando è nata mia figlia Vittoria. Poi la nascita di Mario… La cosa più importante della mia vita sono stati questi figli”. Poi la decisione di chiudere la relazione: “Quando le cose erano diventate troppo pesanti, senza rispetto. Una separazione da tutto quello che era stato nella mia vita. Dalle persone con cui avevo lavorato fino al giorno prima. Io mi sono trovata senza niente, tutte le porte sbarrate, c’erano bodyguard davanti a tutte le porte”. 

A sostenerla in un momento così complicato sono stati gli affetti. “In questo momento così difficile chi mi ha salvato è la mia famiglia, mio padre, mia madre, mia sorella che è la mia vita e mi ha dato dall’amore di non mollare. E poi questa forza è venuta dall’amore per i miei figli perché loro dipendevano da me. Io li guardavo e sapevo che non potevo mollare (…) La morte di mio padre è stata il clou della sofferenza. Quello che mi pento con lui il fatto di non essere stata ancora migliore, come di non avergli dato di più. Lui mi chiamava la mia primavera perché è la stagione più bella – aggiunge ancora con la voce rotta – In questi anni mi sono riappropriata di me stessa e ho vissuto tutto quello che non avevo fatto prima, perché hai modo di capire che puoi vivere senza tante cose”. “Quindi ora farei un bel sole con una faccia felice”. 

Fonte : Today