Seoul, evacuati da Wuhan i primi 368 sudcoreani

Sono circa la metà dei cittadini che hanno fatto domanda di evacuazione. Gli sfollati senza sintomi dovranno trascorrere 14 giorni in isolamento all’interno di due strutture pubbliche provinciali. Le autorità confermano altri quattro casi di contagio: sono 11 le persone infette nel Paese. Le resistenze della popolazione a ospitare i malati nelle strutture di quarantena.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – È atterrato stamane a Seoul l’aereo con a bordo 368 dei circa 720 cittadini sudcoreani che il governo sta evacuando dalla città cinese di Wuhan, epicentro di un’epidemia di polmonite virale. Il giorno dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato l’emergenza globale, nel Paese crescono i timori per la rapida diffusione del virus – identificato come “2019-nCoV”. Le autorità sanitarie sudcoreane hanno confermato altri quattro casi di contagio, che portano ad 11 il numero totale di persone infette nei confini nazionali.

L’aereo che trasportava circa la metà dei sudcoreani che hanno fatto domanda di evacuazione è atterrato all’aeroporto internazionale di Gimpo, nella parte occidentale di Seoul, verso le 8 del mattino. Entro stasera, il governo intende inviare un altro velivolo per riportare a casa i restanti cittadini. Secondo fonti locali, sull’aereo avrebbero dovuto salire 369 passeggeri ma una persona è stata esclusa all’ultimo minuto perché aveva la febbre. Tra quanti sono arrivati a Gimpo, 18 mostravano sintomi di una temperatura corporea alta quando sono stati sottoposti ad ulteriori controlli sanitari in aeroporto. Parte del gruppo è stata portata in ospedali designati dallo Stato per esami più approfonditi. Gli sfollati senza sintomi dovranno trascorrere 14 giorni in isolamento all’interno di due strutture pubbliche provinciali.

Prima di salire a bordo del Boeing 747 della Korean Air all’aeroporto internazionale di Wuhan Tianhe, i passeggeri sono stati sottoposti a rigorosi controlli di quarantena che hanno richiesto più tempo del previsto e causato un ritardo nella partenza. Nel frattempo, erano in corso i preparativi per ospitare gli sfollati nei due centri di Asan e Jincheon, entrambi circa 90 km a sud della capitale. Qui le autorità hanno dovuto rafforzare le misure di sicurezza per evitare che le proteste dei residenti interrompessero le operazioni. Dopo che il governo ha scelto le due sedi, i residenti si sono opposti con fermezza alla decisione, sostenendo che essa è arrivata senza il loro consenso. La situazione è diventata più tesa ieri, quando Seoul ha dato notizia del primo caso di trasmissione del virus tra esseri umani.

Fonte : Asia