La rinascita del Tevere: il fiume migliora e si candida a diventare un parco nazionale

Collega diciotto aree protette, tra parchi fluviali, oasi ed riserve naturalistiche. E le condizioni delle sue acque sono migliori di quanto si pensi. Al punto che, alla sua foce, si avvistano anche i delfini. Perché non provare a pensare di farne un parco?

La rinascita del Tevere

E’ questa una delle suggestive proposte che è emersa a margine della presentazione di “Tevere Nostrum”, il libro recentemente curato da Erasmo D’Angelis il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Italia Centrale. Il corso d’acqua, che nei suoi 405 chilometri attraversa 56 comuni e quattro regioni, sta vivendo una stagione che, fino a due decadi fa, appariva impensabile.

Il lavoro di Acea

Il paesaggio fluvialeè in parte sempre condizionato dalla piena degli affluenti che, non sempre, godono di un’adeguata depurazione. Però sembra essersi conclusa, grazie al lavoro che Acea ha avviato con l’amministrazione Rutelli, la stagione in cui fungeva, insieme all’Aniene, da collettore fognario. “Il lavoro e l’impegno dell’azienda negli ultimi anni – ha spiegato Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Acea  – hanno contribuito a rendere il fiume più vivo e più pulito, con un livello sempre maggiore di efficienza per quanto riguarda i controlli ambientali e la qualità delle acque”. I quattro principali impianti di depurazione rpesneti in città, insieme all’eliminazione degli scarichi illegali, stanno contribuendo alla salvaguardia del Tevere.

Il contratto di fiume

Alla rinascita del Tevere contribuiscono anche le azioni messe in campo dalla tante realtà che, attraverso la regia della Regione, puntano a sottoscrivere il contratto di fiume. Si tratta di “uno strumento di governance  e partecipazione per il miglioramento della qualità delle acque –  ha più volte spiegato Cristiana Avenali a capo del relativo ufficio di scopo – si parte da questo e si arriva a concertare le iniziative per la messa in sicurezza idraulica, contro il dissesto idrogeologico”. La Regione sta investendo sulla partecipazione ma anche su singole iniziativa dal forte impatto mediatico.

I rifiuti plastici rimossi

La sistemazione di due reti “acchiappa-plastica”, sistemate alla foce del Tevere, hanno suscitato una grossa attenzione dal parte della cittadinanza. Il progetto, inizialmente previsto per pochi mesi, è stato anche prorogato fino al termine di febbraio. E sarà replicato, come la stessa Avenali ha già annunciato, anche per altri corpi idrici. Per ora ne ha beneficiato il Tevere nelle cui acque sono stati intercettati oltre 500 chilogrammi di plastica. Un passo avanti verso la sua riqualificazione. Con uno sguardo alla suggestiva proprosta di trasformarlo nel ventiseiesimo parco naturale italiano.

 

Fonte : Roma Today