Cosa sta succedendo a Doctor Strange in the Multiverse of Madness?

È uno dei film più attesi della Fase 4 del Marvel Cinematic Universe. Ha creato subito un macrocosmo di hype per la sua natura ibrida, mutevole, pronta a rovesciare il tavolo su cui ci eravamo appoggiati, solo per svelare un caleidoscopio nel quale specchiarsi. Eppure Doctor Strange in the Multiverse of Madness sta subendo più scossoni del previsto, tra teorie, rumor e dichiarazioni ufficiali che sembrano poterne depotenziare la valenza artistica nel mezzo dell’universo condiviso.

Ultimo grande colpo inferto al film è l’abbandono di Scott Derrickson alla regia per le care vecchie “divergenze creative”, ormai ampiamente usate come paravento per nascondere lo sporco in bella vista. Un elemento che potrebbe destabilizzare la natura stessa del film, incorporando tutti i rumor già presenti per un prodotto con il potenziale da mosca bianca nel Marvel Cinematic Universe, ma che sembra già arrancare ancor prima di vedere la luce. Proviamo a fare assieme il punto della situazione.

Un Doctor Strange horror

Scott Derrickson aveva lasciato la sua impronta sul primo Doctor Strange. Una visione che doveva tantissimo a Nolan e a Inception, indubbiamente, ma tramite la quale aveva inserito una sua chiave di lettura per incastrare la magia dentro al mondo reale. Il background cinematografico di Derrickson, però, è squisitamente horror. Ecco perché le antenne dei fan si erano drizzate quando, all’annuncio, si era detto che Doctor Strange in the Multiverse of Madness sarebbe stato il primo horror nel MCU. Certo, tutti sapevamo che difficilmente si sarebbe sforato il PG13, ma già indirizzarsi verso quella via, con un regista che sa come muoversi nel genere, era abbastanza per farci sperare in un prodotto coraggioso nella continuity cinematografica Marvel. Ora, però, Scott Derrickson non c’è più. Un colpo di frusta inaspettato che toglie il tappeto da sotto ai piedi. Il regista aveva anche firmato la sceneggiatura del primo film, e vederlo mescolare la sua attinenza filmica con il mondo Marvel sarebbe stato un esperimento molto interessante, sia per capire come avrebbe inserito tutto nel MCU, sia per ammirare un prodotto (forse) ibrido, capace di accaparrarsi anche spettatori fuori dalla gigantesca macchina Disney. E se fosse tutto partito da Kevin Feige?

Horror… o no?

Le dichiarazioni di Feige sulla natura “non proprio horror” del film erano abbastanza coerenti. Nessuno si aspettava un film orrorifico nell’accezione più comune del termine. Ma c’era comunque un sottotesto di gotico, fantasmatico e sì, pauroso, che il film sembrava evocare. Tante scene di pellicole del passato (soprattutto anni ’80) ci hanno fatto saltare dalla sedia, ma non per questo erano inserite dentro film squisitamente horror. Doctor Strange in the Multiverse of Madness sembrava infilarsi proprio lì, sfruttando la sua natura caleidoscopica e pronta ad aprire qualsiasi porta su qualsiasi mondo per farci rimbalzare il cuore nel petto. C’è però una frase di Feige che mette tutto in discussione: “È bello essere spaventati non in un modo terribile e straziante, ma in una maniera legittimamente spaventosa, perché Scott Derrickson è molto bravo in questo”. Ora Derrickson andrà altrove. Che lui volesse spingersi più verso un film da salto sulla poltrona e Feige abbia tirato il freno della sua fantasia horror? Questo non lo scopriremo mai, ma Derrickson, ancora accreditato come produttore, non sembra aver preso bene la rottura, con quel suo tweet criptico (ma neanche troppo): “Tutto passa, tutto cambia, fai quel che pensi di dover fare”. Come se davvero le sue idee fossero più verso un concept orrorifico e Feige, invece, cercasse di tenerlo a bada, tirando la corda fino a spezzarla.

Non è successo niente

In tutto questo marasma, sembra che la debacle del cambio registico sia già passata, e che le riprese non subiranno alcuna variazione. La macchina MCU non fa prigionieri, e il Multiverso della Follia sta già per passare nelle mani del suo successore, che potrebbe essere annunciato proprio in questi giorni. E qui il grande spartiacque, un po’ come quando si esonera l’allenatore titolare: regista traghettatore che segua alla lettera le direttive di Feige o nome grosso per scuotere le menti e puntare davvero, seriamente, su Doctor Strange?

L’unica speranza, nel caso arrivasse il traghettatore semisconosciuto, è che sappia applicare una sorta di visione “in nuce”, mettendo sé stesso in un prodotto che già di base richiede un certo tipo di sensibilità registica e visiva. Potremmo avere, quindi, un nome che inizia a farsi strada in ambienti grossi (vedi un Peyton Reed o un Jon Watts), quello insomma che stava facendo Derrickson. Sperando non si finisca ad affidare il tutto a chi arriva nel MCU en passant, sparendo alla fine delle riprese (Alan Taylor, per citarne uno). Il nome grosso, forse, è ancora più complicato: tornando alla metafora calcistica, bisogna vedere quali allenatori sono liberi, e quali di questi si adatterebbero all’estetica che un film del genere richiede, se non lo si vuole completamente stravolgere. Sognare un James Wan, perfetto connubio tra paura e blockbuster miliardari, è chiedere troppo?

Fonte : Everyeye