Sanità privata, salta la trattativa per il rinnovo del contratto: dai sindacati nuove moblitazioni

Si riaccende la mobilitazione dei lavoratori della sanità privata del Lazio. Il tema al centro è ancora il rinnovo del contratto, fermo da 13 anni, in merito al quale, dopo numerosi mesi di proteste e scioperi, era stata aperta una trattativa tra i rappresentanti dei lavoratori e le parti datoriali. A far saltare il tavolo la richiesta da parte dell’Associazione italiana spedalità provata, Aiop, di inserire in sede di trattative una clausola che prevedesse il rinvio della applicazione del nuovo contratto per quelle regioni che non sono in grado di rispettare l’intesa della Conferenza Stato-Regioni, il cosiddetto patto Bonaccini-Speranza, che tra le altre cose ha stanziato fondi per aumentare il personale sanitario e inserito nuovi criteri per la valutazione della qualità del servizio.

Per i sindacati si è trattato di un “incredibile dietro-front nella trattativa: “La rottura del tavolo del negoziato da parte di Aiop, e in partcolare da parte della componente laziale dell’associazione, è un fatto inaudito”, attaccano Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio. “E’ inaccetabile che proprio in dirittura d’arrivo l’ingresso di Aiop Lazio nella delegazione trattante di parte datoriale abbia portato a questo cambio di scenario. Uno schiaffo in pieno viso ai 25 mila lavoratori che solo in questa regione portano avanti, con fatica e senza riconosciuemtno il 40 per cento dei servizi del sistema sanitario regionale”.

Il calendario delle proteste è già pronto: “A partre dal 3 febbraio a Villa Betania, dal 5 febbraio all’Ospedale Cristo Re e dal 10 all’Icot di Latna. E poi siamo pronti a proseguire in tutte le altre struture accreditate del Lazio”. L’appello è rivolto al presidente Nicola Zingaretti: “Chiediamo un incontro immediato per fare chiarezza sulla posizione della Regione in merito alla volontà di onorare l’accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni”.

Replica così l’Aiop Lazio: “L’assemblea nazionale il 22 gennaio ha approvato all’unanimità la scelta di arrivare alla firma del rinnovo del contratto di lavoro. A tal fine- continua una nota dell’Aiop Lazio- ha dato mandato alla sua delegazione di inserire in sede di trattative una clausola che prevedesse il rinvio della applicazione del nuovo contratto per quelle regioni che non fossero non in grado di rispettare il patto Bonaccini-Speranza (intesa Conferenza Stato-Regioni) fino a che non maturino le condizioni per chiudere l’accordo in modo soddisfacente per tutti”.

Per Aiop “le organizzazioni sindacali hanno rifiutato questa impostazione e hanno inopinatamente interrotto le trattative imputando alla parte datoriale la responsabilità della situazione, aprendo la strada ad una serie di azioni di protesta. In realta’ in alcune regioni come Lazio, Calabria, Sicilia la clausola di garanzia costituisce l’unica sicurezza: senza, gli imprenditori non sono in grado di fare fronte all’aumento del costo del lavoro dopo un decennio di tagli imposti dalle amministrazioni”. L’Aiop “intende seguire con determinazione questa strada, augurandosi che nelle organizzazioni sindacali prevalga la ragionevolezza e che gli altri protagonisti della trattativa diano ulteriori segnali di responsabilità. In questa difficile fase Aiop Lazio conferma di voler perseguire la via del dialogo”.

Fonte : Roma Today