Privacy, l’allarme di Soro: il cybercrimine nel mondo è cresciuto del 17 % nel 2019

ROMA – Crescono i crimini informatici, la privacy dei cittadini è sempre sotto attacco, l’incognita del 5G. La minaccia è globale, mettono in guardia i relatori al convegno Spazio cibernetico bene comune: protezione dei dati, sicurezza nazionale, in corso a Roma in occasione della Giornata europea per la protezione dei dati personali. “Nel 2019 il cybercrime è cresciuto dell 17% a livello mondiale rispetto alle cifre del 2018 e gli esperti hanno cacciato preoccupanti previsioni sui possibili rischi e sulle tendenze per il 2020 delineando uno scenario fatto di attacchi sempre più sofisticate”, ha detto il presidente del Garante per la privacy Antonello Soro nel suo intervento al . “Poiché le minacce sono globali – ha aggiunto – credo che l’obiettivo debba essere la complessiva assunzione di responsabilità pubblica rispetto a un interesse qual è la sicurezza cibernetica da cui dipende In primo luogo l’indipendenza dei Paesi e che deve sempre più declinarsi in chiave sovranazionale, proprio come è stato per la protezione dati”.

“In un contesto – ha continuato Soro – in cui ciascun oggetto di uso quotidiano può rappresentare il canale d’ingresso di potenziali attacchi informatici e in cui quindi le fonti di rischio si moltiplicano a dismisura, è indispensabile fare della protezione dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture l’obiettivo prioritario delle politiche pubbliche, perchè da questo dipende la tutela della persona ma anche la sicurezza nazionale”.

Attenzione anche ai rischi connessi con l’introduzione delle nuove tecnologie. Come il 5G. “Abbiamo in più occasioni auspicato un Privacy Shield con la Cina, per garantire il rispetto di alcune basilari condizioni di tutela del diritto alla protezione dei dati (se non altro) dei cittadini europei. Siamo consapevoli che un simile accordo necessiterebbe di una revisione radicale del sistema giuridico cinese, tale da escludere, in particolare, il prelievo sostanzialmente illimitato, da parte del Governo, dei dati nella disponibilità delle aziende. E tuttavia la dimensione e l’incombenza dei rischi per la sicurezza dei nostri paesi non consentono nè inerzia nè, tantomeno, rassegnazione”. Gli ha fatto eco Raffaele Volpi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica): “Nella competizione mondiale per il 5G dobbiamo stare attenti che le reti non diventino un mezzo per acquisire il bene immateriale che sono i dati e le profilature”.
Fonte : Repubblica