Coronavirus, nessuno vuole i sudcoreani rimpatriati da Wuhan

Seoul si prepara ad evacuare il primo gruppo di circa 720 cittadini dall’epicentro dell’emergenza. Funzionari e residenti di Jincheon e Asan alzano le barricate contro il loro trasferimento in due strutture pubbliche. Il numero totale di persone infette in Corea del Sud ha raggiunto quota sei.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Proseguono le proteste di funzionari e residenti in due comunità nelle province di Chungcheong, scelte dal governo per accogliere i cittadini rimpatriati dalla Cina, dov’è scoppiata un’epidemia di polmonite. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in invita il Paese a non cedere alla paura del coronavirus, mentre Seoul si prepara ad evacuare il primo gruppo di circa 720 cittadini dall’epicentro dell’emergenza – Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei. Il numero totale di persone infette in Corea del Sud ha raggiunto quota sei. Stamane, le autorità sanitarie nazionali hanno confermato altri due casi di contagio, uno dei quali è il primo dovuto alla trasmissione del virus tra esseri umani.  

Il primo di massimo quattro voli programmati da Wuhan avrebbe dovuto partire per la Corea del Sud questa mattina, ma è stato ritardato per motivi non specificati. Ciò nonostante, le partenze sono ancora previste entro la fine della giornata. “Le armi che ci proteggeranno dal nuovo coronavirus non sono paura e avversione, bensì fiducia e cooperazione”, ha dichiarato oggi Moon. Il presidente ha sottolineato che “notizie false” creano eccessiva ansia. Tali affermazioni sono un chiaro riferimento all’opposizione che trovano alcuni piani dell’amministrazione per contenere la crisi sanitaria.

Gli aerei charter con a bordo i cittadini coreani evacuati dall’Hubei sono attesi all’aeroporto internazionale di Gimpo. Dallo scalo, i passeggere saranno trasferiti in due strutture: l’Istituto nazionale per lo sviluppo delle risorse umane a Jincheon, nella provincia del Chungcheong settentrionale, e l’Istituto per lo sviluppo delle risorse umane della polizia ad Asan, nella provincia del Chungcheong meridionale. Il governo aveva inizialmente scelto Cheonan nella provincia di Chungcheong meridionale, ma ha cambiato posizione a causa della resistenza locale.

Ieri, il ministero di Salute e Previdenza sociale ha dichiarato di aver scelto le strutture di Jincheon e Asan per ospitare il gruppo di rimpatriati nelle prossime due settimane, quando si svolgeranno le operazioni di monitoraggio. Ma funzionari municipali e residenti sono scesi in strada ed hanno bloccato l’accesso ai due edifici con automobili e trattori. Moon ora cerca di rassicurare cittadini, dicendo che gli evacuati iniziali sono solo quelli che non presentano sintomi della polmonite; questi saranno tenuti in isolamento. “Il governo – afferma il presidente – adotterà misure rigorose per garantire che i residenti nelle aree in cui si trovano le strutture non debbano preoccuparsi”.

Fonte : Asia