Brexit, è cosa fatta: la Scozia chiede un nuovo referendum per l’indipendenza

Nel tardo pomeriggio di ieri il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza, nella miniplenaria a Bruxelles, l’accordo di recesso del Regno Unito dall’Ue. La proposta di Guy Verhofstadt, favorevole ad approvare l’accordo, è passata con 621 voti favorevoli, 49 contrari e 13 astenuti, con 683 voti validi.

Brexit, l’addio dell’europarlemento (con una canzone)

Gli eurodeputati, dopo aver votato, si sono alzati in piedi e hanno cantato in coro l’Auld Lang Syne, noto in Italia come Valzer delle Candele, un canto scozzese che si intona tradizionalmente, nei Paesi di lingua inglese, in occasione degli addii (si canta anche alla mezzanotte del 31 dicembre per salutare l’anno che se ne va). E’ anche un canto di fratellanza (“For auld lang syne, my dear, for auld lang syne, we’ll take a cup of kindness yet, for auld lang syne”, è il ritornello, dove ‘for auld lang syne’ sta all’incirca per ‘in onore dei vecchi tempi’).

Lasciate l’Ue – ha detto il presidente del Parlamento David Sassoli, rivolto ai colleghi britannici – ma continuerete a far parte dell’Europa. Per questo a tutti i colleghi dico ‘arrivederci’. Voglio salutarvi con le parole di Jo Cox, deputata britannica uccisa in campagna elettorale: ‘Abbiamo molto più in comune di quanto ci divide'”.

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Scozia chiede referendum sull’indipendenza

Il parlamento scozzese ha approvato ieri la richiesta di un nuovo referendum sull’indipendenza, con 64 voti a favore e 54 contrari, e deciso di continuare a far sventolare la bandiera dell’Unione Europea al suo ingresso. “L’indipendenza è il mezzo per poter plasmare il nostro futuro e costruire una Scozia migliore”, ha detto la first minister Nicola Sturgeon, sottolineando che la Scozia è costretta ad uscire dall’Unione Europea contro la sua volontà. La maggioranza degli scozzesi ha votato No al referendum sulla Brexit nel 2016, dopo aver bocciato due anni prima l’indipendenza dal Regno Unito. Ma nel 2014 aveva pesato molto sul voto il fatto che l’uscita dalla Gran Bretagna avrebbe comportato anche l’uscita dall’Ue e nuovi negoziati per rientrare.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha già respinto la richiesta scozzese di un nuovo referendum sull’indipendenza, affermando che la questione è stata già risolta nel 2014. Sturgeon sostiene che il suo partito nazionalista scozzese Snp ha ricevuto un “inequivocabile” mandato per un nuovo referendum, avendo conquistato 48 dei 59 seggi scozzesi al parlamento di Westminster alle elezioni di dicembre.

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Manifestazione per l’indipendenza a Glasgow, 11 gennaio 2020. Foto Ansa Epa Perry

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Fonte : Today