Rimini: Fellini rivive nella sua amatissima città

Se l’Italia è diventata per tutto il mondo il paese della Dolce Vita lo si deve al suo sguardo unico e inconfondibile. Pochissimi artisti sono riusciti a rappresentare l’intera storia del nostro Paese come ha fatto Fellini. Un artista che attraverso il cinema è riuscito a inventare un mondo intero, creando un immaginario capace non solo di raccontare la propria generazione – quella di chi ha vissuto le più importanti tappe del Novecento – ma anche di entrare in contatto con quelle successive.  

Centenario della nascita – A 100 anni dalla sua nascita, Rimini lo celebra per un intero anno con una serie di iniziative che – raccolte sotto l’etichetta di “Fellini 100” –  sono partite con la rassegna “Fellini 100 Genio immortale. La mostra” (fino al 15 marzo nelle sale di Castel Sismondo) e proseguiranno tutto l’ anno per culminare nell’apertura, a dicembre 2020, del Museo internazionale Federico Fellini, articolato in tre poli principali: il Cinema Fulgor e la annessa Casa del cinema, il rinascimentale Castel Sismondo, nelle cui sale si esplorerà dall’interno il processo creativo del genio felliniano, fra i set e le botteghe creative, tra reale e virtuale, e la grande area urbana pedonalizzata, chiamata CircAmarcord, che farà da tessuto connettivo tra Castello e Cinema Fulgor, dove si svilupperà la dimensione più fellinesca del Museo Fellini. 

Il Cinema Fulgor – Che l’opera di Federico Fellini sia, per molta parte, edificata sulla memoria riminese dell’infanzia e della giovinezza, è un fatto noto. “Rimini è una dimensione della memoria”, scrisse Fellini. Ed è la memoria, trasfigurata dalla forza creativa del grande regista riminese, la traccia da seguire per assaporare l’anima felliniana della città, che accoglierà nei prossimi mesi i visitatori con un  grande braccio meccanico allestito all’aperto in Piazza Malatesta, tra Castel Sismondo e Cinema Fulgor, che si alzerà più volte al giorno creando uno schermo d’acqua sul quale verrà proiettato il passaggio del Rex nella celebre sequenza di Amarcord. Il cinema Fulgor era per Fellini l’occhio sul mondo e l’incontro con il cinema americano, immortalato in Amarcord. Riportato dal 2018 a nuova vita, porta la firma dello scenografo e tre volte Premio Oscar Dante Ferretti, che ha progettato arredi e apparati d’interni.

I murales di Borgo San Giuliano – Dal Fulgor a piedi si può raggiungere il vecchio borgo San Giuliano, con le basse case affacciate su stretti vicoli e piazzette. Un angolo di città quasi nascosto, silenzioso e ovattato, dove campeggiano murales che raccontano Fellini e il suo percorso cinematografico attraverso i suoi film più famosi. Girando per i suggestivi vicoli e le piazzette ci si imbatte nel Rex di Amarcord e nei personaggi dei film La voce della luna, La Strada, 8 e ½, nel muro dei soprannomi.
 
La piazza dedicata al Maestro e il mitico Gran Hotel – Lasciando il Borgo, a Marina Centro c’è il grande piazzale dedicato a Fellini. Proprio lì accanto, il favoloso Grand Hotel, simbolo dei desideri “proibiti”. E’ il luogo eccellente dell’immaginario di Fellini, al quale è d’obbligo lasciare la parola: “Il Grand Hotel era la favola della ricchezza, del lusso e dello sfarzo orientale…le sere d’estate diventava Istanbul, Baghdad, Hollywood. Sulle sue terrazze, protette da cortine di fittissime piante, forse si svolgevano feste alla Ziegfeld. Si intravedevano nude schiene di donne che sembravano d’oro, allacciate da braccia maschili in smoking bianco, un venticello profumato ci portava a tratti musichette sincopate, languide da svenire. Erano i motivi dei film americani…”

I luoghi di Amarcord – Il film Amarcord ha portato in giro per il mondo questi luoghi e i personaggi dell’infanzia del regista: la Saraghina, la Gradisca, il Pataca, lo zio matto, la Volpina, Ronald Coleman, Titta, don Balosa, la tabaccaia, i vitelloni… Il cinema Fulgor, il Grand Hotel, la piazza centrale, il caffè, il porto (con il molo, meta invernale dei Vitelloni e teatro delle bravate di Scureza, il motociclista di Amarcord), la spiaggia, il mare (da dove sbuca il meraviglioso transatlantico Rex).

 Altri luoghi felliniani – Fellini nacque in casa, al numero 10 di via Dardanelli, il 20 gennaio 1920. La numerazione civica era allora diversa da quella attuale. In via Clementini 9 si trova  Palazzo Dolci,  dove la  sua famiglia si trasferì nel 1929. Palazzo Gambalunga, nell’omonima via, è il vecchio Ginnasio teatro di mille goliardate. Piazza Cavour con la Fontana della Pigna: fu ricostruita a Cinecittà e vi vennero girate celebri sequenze di Amarcord, le pallate di neve a Gradisca, le scorribande di Scureza, l’incanto del pavone…

La tomba –  Il Maestro ha sempre mantenuto potenti legami con la sua città natale, tanto è vero che ha chiesto di riposarvi per sempre. E proprio all’ingresso del cimitero cittadino sta il monumento funebre che Arnaldo Pomodoro ha realizzato per lui e Giulietta Masina: una prua rivolta al cielo che evoca il leggendario Rex di Amarcord. 

Per maggiori informazioni: www.federicofellini.it
 

Fonte : TgCom