Il team di 1917 parla delle sfide di un film concepito come piano-sequenza

Nonostante l’entrata in scena piuttosto in ritardo per la stagione dei premi, 1917 di Sam Mendes si è guadagnato 10 nomination agli Oscar e 9 ai BAFTA, oltre a essere stato premiato come miglior film drammatico ai recenti Golden Globe. Il film è stato girato in modo da sembrare un unico, lunghissimo piano-sequenza.

Il mancato passaggio nel circuito dei festival, dunque, non ha compromesso le possibilità del film, che racconta l’epopea della prima guerra mondiale: basti pensare anche ai 3 Critics’ Choice Awards.

In una featurette pubblicata in esclusiva da Deadline, il regista Sam Mendes, il direttore della fotografia Roger Deakins, la produttrice Pippa Harris e gli attori hanno parlato di alcuni aspetti legati alla realizzazione di un film così complesso.

La necessità dell’effetto piano-sequenza, secondo Deakins, era legata all’effetto di vicinanza, anche emotiva, che si voleva far emergere. “La macchina da presa doveva essere in intimità con i personaggi” ha raccontato. Per ottenere un risultato fluido e scorrevole, ha ricordato invece Pippa Harris, “ci sono voluti mesi di preparazione”. George MacKay ha rivelato che ogni scena veniva provata venti volte prima di essere girata, e anche i dialoghi venivano modificati in funzione della regia.

“Ogni scena doveva essere lunga esattamente quanto il paesaggio, né più né meno” ricorda Mendes, “per cui bisognava sistemare ogni singola battuta di dialogo direttamente sulla location. Il tutto era legato “all’aspetto emotivo del film, che doveva rivelare qualcosa che andasse al di là della meccanica, e che doveva essere percepibile.”

Il pubblico sembra apprezzare tutto questo: in Italia 1917 ha debuttato in testa al botteghino.

Fonte : Everyeye