Case popolari, la regolarizzazione degli occupanti approda alla Pisana: la maggioranza cerca la quadra sui criteri di accesso

Regolarizzare quanti vivono nelle case popolari senza titolo, in presenza di determinati criteri. Destinare una quota di riserva di case popolari per “documentate situazioni di emergenza abitativa”. Con l’avvio della discussione del collegato al Bilancio al Consiglio regionale alla Pisana si riapre la strada di due provvedimenti sul tema del disagio abitativo della Capitale. Inizialmente inseriti nel Bilancio di dicembre, la loro approvazione era saltata per il veto dell’opposizione di centrodestra tanto che l’impegno ad una loro approvazione era stata messa nero su bianco in un ordine del giorno da un gruppo di consiglieri della maggioranza di centrosinistra con l’appoggio del M5S. Ora la stessa compagine è pronta ad arrivare alla loro approvazione. Questa mattina i capigruppo dei partiti di maggioranza più il presidente della commissione Urbanistica regionale, il pentastellato Marco Cacciatore, hanno incontrato una delegazione dei movimenti per il diritto alla casa e del sindacato degli inquilini Asia Usb, in presidio fuori dalla Pisana.

Con un primo emendamento l’impegno è quello di destinare il 15 per cento di case popolari per “far fronte a specifiche e documentate situazioni di emergenza abitativa”. Percentuale che si va ad aggiungere alla quota di riserva già prevista dalla legge in materia per questo scopo. La proposta si pone come obiettivo anche la possibilità per Comune e Ater di acquistare unità immobiliari residenziali che possano aumentare il numero di alloggi popolari disponibili. Il provvedimento, che porta la firma di tutti i capigruppo di maggioranza più quella di Cacciatore, punta a dare una risposta al piano sgomberi delle occupazioni al tavolo della Prefettura, incagliato ormai da tempo di fronte all’assenza di soluzioni abitative alternative richieste alle amministrazioni locali.

Sono ancora oggetto di dibattito invece le modalità di regolarizzazione di quanti vivono senza titolo all’interno delle case popolari. A depositare un emendamento è stato il pentastellato Cacciatore al quale è seguito un subemendamento a firma di Eugenio Patanè (Partito democratico) e Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti). Secondo quanto apprende Romatoday però situazione potrebbe subire modifiche alla luce della discussione dei prossimi giorni. Una proposta sul tema è stata depositata anche da Fratelli d’Italia. Il punto è delicato perché fissa i criteri per poter assegnare regolarmente le case alle famiglie senza titolo. Tra i punti più dibattuti se il limite di reddito debba essere quello di ingresso o di permanenza.

“Questa regolarizzazione amministrativa è attesa dall’inizio della legislatura e permette di resettare controversie pregresse prima di affrontare la revisione della legge 12 in merito all’assegnazione delle case popolari”, commenta Cacciatore che aggiunge: “Si tratta di un percorso che individua sia chi può restare ma anche chi deve lasciare gli alloggi”.

Sulla base dei testi presentati per Asia Usb alcuni elementi presenti al momento nei testi “sono troppo restrittivi”. Tra questi la richiesta di “pagare l’indennità di occupazione fino alla data della sanatoria. Un costo troppo alto per molti mentre bisognerebbe prendere in considerazione il canone acquisito”, spiega Angelo Fascetti. Nel mirino anche la possibilità “di una deroga solo per chi è seguito dai servizi sociali che introduce il meccanismo in base al quale le case popolari vanno assegnate alle fragilità e non in base al reddito”.

Fabrizio Ragucci, segretario romano di Unione Inquilini, si augura “che il dibattito di queste ore possa portare a un emendamento migliore rispetto a quello visto i queste ore. Si tratta di garantire una tutela a tutte le famiglie che hanno diritto a entrare in una casa popolare, senza eccezioni per quanto riguarda la data di ingresso, permettendo a chi ha occupato dopo il maggio del 2014 (approvazione del Piano Casa del Governo Renzi che all’articolo 5 impedisce sanatorie per gli occupanti, ndr) di attendere una regolare assegnazione di una casa popolare all’interno dell’alloggio pagando una quota superiore del 20 per cento”.

A scagliarsi contro Cacciatore è la consigliera della Lega in Regione Laura Corrotti: “Sembra ormai palese l’entrata in maggioranza da parte del consigliere del Movimento 5 stelle Marco Cacciatore. La nuova alleanza giallorossa in Consiglio regionale, vuole destinare alloggi di edilizia residenziale pubblica anche a coloro che non sono in possesso dei requisiti”, denuncia in una nota. “Ancora una volta le priorità di Zingaretti, sottoscritte dal Movimento 5 stelle, non rispettano tutte le famiglie che sono da anni in lista d’attesa per un alloggio popolare. La difesa dei cittadini non può cedere il passo a questo tipo di politica che vuole dare la precedenza a chi non ha nessun senso di legalità”, conclude la nota.

“Le accuse della Corrotti sono una medaglia per me”, replica Cacciatore. “Mentre la Lega polemizza su questi provvedimenti per gettare fumo negli occhi degli elettori, anche Fdi ha presentato emendamenti in merito alla regolarizzazione che però sono impercorribili e servono solo a fare propaganda. Un bel banco di prova per un centrodestra che vuole governare la Regione”.

Intanto i movimenti per il diritto all’abitare fanno sapere che “continueremo ad essere presenti alla discussione in Aula”, le parole di Luca Fagiano. “È importante portare a casa entrambi i provvedimenti per dimostrare che insieme segmenti diversi di disagio abitativo possono raggiungere un risultato. Non solo quindi un passo avanti per dare risposte alle famiglie in emergenza. Ci batteremo anche per una sanatoria degna di questo nome”.

Fonte : Roma Today