Dopo 37 anni arriva Midi 2.0

Arriva l’aggiornamento del protocollo per chi lavora nel settore della musica. Sarà compatibile con i device tarati su Midi 1.0. Tutte le informazioni

Midi 2(Foto: Roland)

Ci sono voluti 37 anni per definire le specifiche del nuovo standard Mini 2.0 che è finalmente pronto a mandare in pensione la versione 1.0 dopo una vera eternità in termini di tempi della tecnoogia.

La Midi Manufacturers Association (Mma) e l’Association of Music Electronics Industry (Amei) hanno dunque confermato l’ufficialità dello standard, a un anno esatto dall’annuncio della sua prototipazione. Il protocollo, acronimo di Musical instrument digital interface, è nato nel 1983 per definire l’interazione tra strumenti musicali elettronici e apparecchiature digitali come computer, mixer, sintetizzatori o accessori.

Tanti i nomi noti che hanno partecipato ai lavori, da Roland a Yamaha passando da Native Instruments e Korg ma anche la stessa Google. Tra i primi dispositivi già predisposti al Midi 2.0 c’è la tastiera Roland A-88Mkii (nella foto in alto) che debutterà sui mercati a marzo con l’interfaccia usb type-c.

Cosa cambierà? Seguendo il claim “Il più grande progresso della tecnologia musicale di queste decadi”, Midi 2.0 metterà a disposizione una comunicazione a doppia via, una migliore precisione nella sincronizzazione e temporizzazione e supporto di una risoluzione più estesa dai 7 bit originari fino a raggiungere i 32 bit. Inoltre, potrà appoggiarsi ai servizi sul cloud per controllare gli strumenti da remoto e ogni hub reggerà fino a 256 canali (invece che i precedenti 16).

Non servirà buttare software e hardware datato perché Midi 2.0 avrà una piena retrocompatibilità con il passato e andrà naturalmente a supportare in modo più ampio le connessioni usb. In buona sostanza andrà a rendere tutto più semplice nei preset per configurazioni più automatizzate e più spazio e tempo per la creatività così da collegare strumenti e computer con meno fatica ed essere subito operativi per produrre a migliore qualità.

Fonte : Wired