Guns N’ Roses, Duff McKagan: “Eravamo una vera piccola gang. Riuscimmo a dominare nella Los Angeles degli anni ’80”

Seattle e Los Angeles negli anni ’80 e ’90 sono state teatro della nascita di tantissime grandi rock band. In realtà, tra le due città c’erano molte differenze, come ha spiegato Duff McKagan in un’intervista per Jonesy’s Jukebox. Il bassista nel 1984 si trasferì da Seattle nella città degli angeli, dove poi entrò a far parte dei Guns N’ Roses.

Mi trasferii a Hollywood in un periodo durante il quale stavano accadendo molte cose – ha raccontato – e quando è nata la nostra band, noi eravamo una sorta di outsiders. Quando sono arrivato lì nel 1984 per me è stato uno shock culturale, perché provenivo da Seattle. C’erano volantini ovunque e gente che attaccava volantini sopra quelli degli altri, mentre a Seattle le band si aiutavano l’un l’altra. Spesso condividevamo le attrezzature o le sale prove, ci invitavamo a vicenda a suonare insieme e quindi distribuivamo i nostri volantini insieme”.

In California, invece, Duff McKagan trovò una situazione del tutto diversa alla quale all’inizio non fu semplice abituarsi: “A Los Angeles era tutta un’altra cosa, capelli lunghi e roba professionale – ha proseguito – e poi si doveva pagare per suonare, una cosa che a me sembrò assurda. Penso che si debba pagare per le luci, l’affitto degli amplificatori e il fonico, giusto? È questo ciò che si paga. In quel periodo, invece, di base si compravano i biglietti così da assicurare al club che non si sarebbe trovato nei guai per la vendita dei biglietti per il tuo concerto. Ecco come andavano le cose”.

Proprio l’altro giorno ne parlavo con Slash durante un’intervista insieme – ha detto ancora Duff – e concordiamo sul fatto che in quel periodo ci fosse davvero una scena musicale vivace, una scena competitiva e forse questa fu una cosa buona per il rock ‘n’ roll. In questo contesto uscirono fuori tante band. Divennero famosi, ad esempio, i Jane’s Addiction e io e Steve li andavamo a vedere solo per la parte ritmica, poi c’erano i Red Hot Chili Peppers e un sacco di altre band. Per quanto riguarda il look era una cosa assurda – ha aggiunto ridendo – si vestivano tutti coordinati, è tutto ciò che ricordo, tutti quei ragazzi con i vestiti abbinati”.

È in questo contesto che sono poi nati i Guns N’ Roses, un gruppo che si discostava molto dagli altri per varie ragioni: “La nostra band era completamente diversa – ha spiegato Duff – non perché provassimo a essere diversi. Eravamo semplicemente dei ragazzi diversi, un paio di noi si erano trasferiti dal Midwest, io pure mi ero trasferito da Seattle, poi arrivò anche Slash, i cui genitori erano degli artisti eccezionali. Steven Adler, invece, era solo un ragazzino che aveva vissuto un’infanzia difficile e cose simili, ma era così entusiasta di fare qualsiasi cosa. Diventammo una piccola gang. Non avevamo un piano di riserva, niente college, nessuna sicurezza. Il college non era un’opzione così come qualsiasi altra cosa che la gente fa normalmente a quell’età”. 

E fu così che nacquero i Guns N’ Roses, in un ambiente forse un po’ patinato e molto competitivo che però riuscirono ben presto a conquistare e in seguito a dominare. Oggi molte cose sono cambiate: secondo Duff è molto più difficile che le band si incontrino faccia a faccia, che si aiutino a vicenda, che vadano a vedere i concerti l’una dell’altra o ad attaccare volantini in giro. “Non lo so – ha concluso il bassista – forse è proprio quello che sta accadendo. Adesso basta mettere un volantino su Instagram”. Gli anni sono passati e i metodi si sono evoluti, ma band come i Guns hanno certamente superato la prova del tempo.

Fonte : Virgin Radio