L’esperto invita alla “cautela nel rimpatrio dei casi asintomatici”



LI YIBO / XINHUA

Virus cinese

“Il rimpatrio di persone che al momento si trovano all’interno della zona di Wuhan o comunque zone interessate significativamente dall’epidemia, va pianificato e realizzato con cura, pena il rischio di importare nuovi casi asintomatici”. Lo ha detto all’AGI Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia.

“Al momento i casi al di fuori della Cina sono 87 (in Europa 4 in Francia e 4 in Germania). Due mi risultano i casi di trasmissione secondaria fuori dalla Cina, uno in Vietnam (in famiglia) – continua l’esperto – e uno in Germania (in una riunione di lavoro). Quindi, al momento non ci sono evidenze di epidemie in atto al di fuori della zona ‘calda’. Il rischio aumenta ovviamente se aumenteranno i casi importati non intercettati subito (perché in incubazione). Per questo la misura più efficace rimane quella di limitare gli spostamenti di persone dalla zona calda ed essere molto attenti a tracciare le persone da quando arrivano fino a 14 giorni dopo”.

Secondo Maga, il numero di casi confermati cresce come conseguenza della positività ai test che richiedono diversi giorni per essere effettuati e che quindi vengono rilasciati “a blocchi”.

“I casi reali sono comunque – sottolinea – sicuramente maggiori. Notizie confortanti arrivano dal fronte caldo. Apparentemente il virus provoca sintomatologie non gravi nei bambini (seppure ci siano pochi casi registrati) e pare sia stato messo a punto un test in grado di dare una risposta in 30 minuti, accelerando così i tempi di valutazione dei casi sospetti”. 

Fonte : Agi