Uova già richiamate, segnalata la presenza di salmonella enteriditis

Nei giorni scorsi il Ministero della Salute aveva diramato diversi comunicati ufficiali riguardanti il richiamo di alcune uova biologiche interessate da una possibile contaminazione microbiologica. Le uova, prodotte dall’azienda agricola “Olivero Claudio”, sita in via Rigrasso 9 a Monasterolo di Savigliano (Cuneo) erano state poi al centro di altri provvedimenti di richiamo, in quanto rivendute con i marchi Amadori, Verso Natura Conad e Cascina Italia. Finalmente gli esperti, che in un primo momento non avevano specificato l’agente patogeno coinvolto nella possibile contaminazione, hanno fatto chiarezza con due ulteriori comunicati, apparsi sul portale del Ministero.

Il focus sulla salmonella enteriditis

Ad essere stata individuata come causa del ritiro è la “salmonella enteriditis”. Le note spiegano agli utenti di “non consumare le uova” e consiglia di “restituirle al punto vendita in cui sono state acquistate”. Un ulteriore specifica sottolinea come le uova non debbano essere consumate crude ma “esclusivamente ben cotte”. I lotti interessati sono diversi: da un lato 1A140120 e 2C140120 con scadenza fissata per l’11/2/2020 e in confezioni da 4 pezzi, da 6 o sfuse e dall’altro 1A130120, 2A130120, 2C130120 con data di scadenza fissata per il 10/2/2020 sempre in confezioni da 4 o 6 pezzi o ancora vendute sfuse.

Le spiegazioni dell’Iss

Come spiega “Epicentro”, portale gestito direttamente dagli esperti dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS), la salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche sia epidemiche. La sua prima individuazione risale addirittura all’800, dato che è stata segnalata per la prima volta nel 1886, in un caso di peste suina. La salmonella, spiegano i medici, è presente in natura con più di 2000 varianti (definiti “sierotipi”) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono la salmonella typhimurium e proprio la salmonella enteritidis, interessata dal richiamo delle uova biologiche dell’azienda cuneese.

I sintomi segnalati dagli esperti

Per quanto riguarda i sintomi da contaminazione, l’ISS segnala che la gravità degli stessi varia dai semplici disturbi del tratto gastrointestinale (tra cui febbre, dolori addominalo, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi, tra cui infezioni focali a carico di ossa e meningi, che si possono scatenare soprattutto in soggetti particolari come anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. I sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati, sebbene sia più comune che si manifestano dopo 12-36 ore, e si possono protrarre per un periodo compreso tra i 4 e i 7 giorni. Nella maggior parte dei casi, segnalano gli esperti, la malattia ha un decorso che non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero.

Gli alimenti da monitorare

L’infezione si trasmette attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle. Gli alimenti contaminati rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell’infezione nell’uomo. Tuttavia, per poter causare la malattia è necessaria la colonizzazione massiva dell’agente patogeno nell’alimento prima dell’ingestione. Solitamente all’apparenza il cibo contaminato non presenta alcuna alterazione delle caratteristiche organolettiche (colore, odore, sapore, consistenza). La contaminazione degli alimenti può avvenire al momento della loro produzione, durante la preparazione, oppure dopo la cottura a causa di una manipolazione non corretta degli alimenti. In particolare, tra gli alimenti più a rischio, gli esperti segnalano proprio uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova, latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere), carne e derivati (specialmente se poco cotti), salse e condimenti per insalate, preparati per dolci, creme, gelato artigianale e commerciale, frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio.

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Fonte : Sky Tg24