Ama, la furia dei sindacati contro Zaghis: “Azienda inefficiente e il suo capro espiatorio sono i lavoratori”

“Ormai ci siamo abituati a questo scaricabarile a cui puntualmente giungono tutti gli amministratori di AMA. Iniziano promettendo troppo e subito, per poi dover trovare un capro espiatorio”. A parlare con toni tutt’altro che distesi i sindacati Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio, ancora una volta in conflitto con la dirigenza dell’azienda dei rifiuti. Nel mirino stavolta le parole dell’amministratore unico Stefano Zaghis, che in commissione Ambiente rendicontando sullo stato dell’arte della partecipata, ha inserito tra le criticità organizzative i lavoratori “inabili” alle mansioni, troppi per l’au e imputabili a visite mediche fatte, diciamo, “con scarsa attenzione”

“Su 6.128 lavoratori ‘operativi’, Ama ne ha 4.235 idonei, 1.239 idonei parziali temporanei, 402 idonei parziali permanenti, 167 inidonei temporanei e 86 inidonei permanenti” ha spiegato il dirigente, annunciando di fatto una stretta sui controlli. “Per la prima volta da 24 mesi è sceso il dato degli idonei parziali temporanei (rispetto al 2018 ne abbiamo recuperati 8) perché abbiamo attenzionato le strutture sanitarie della Asl, c’è qualche problema di attenzione nel sistema di chi visita”. E ancora: “Abbiamo il 32% dei nostri lavoratori con svariate inidoneità, il doppio rispetto a un’azienda come Amsa che ha il 16% e il dato nazionale dice 17% – ha spiegato – non è tecnicamente possibile, non va bene, non si può lavorare in queste condizioni. Abbiamo iniziato un lavoro di sensibilizzazione rispetto ai medici competenti, c’è disallineamento tra la realtà di Roma e le altre realtà italiane”. 

Un attacco velato ai “furbetti” che ha mandato i sindacati su tutte le furie. “Desta imbarazzo il paragone con AMSA di Milano sul numero di inidonei – scrivono Giancarlo Cenciarelli, Marino Masucci e Massimo Cicco, segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio – perché dimostra come Zaghis non sappia quanto differenti siano le condizioni di lavoro, come risulta insopportabile e inutile l’aggressività delle sue dichiarazioni. Che minacci di imporre coattivamente una nuova organizzazione del lavoro a prescindere dall’accordo con i sindacati è un altro film già visto. Un preoccupante segno di debolezza”. 

E ancora: “Resta il fatto che le prime promesse solenni fatte da Zaghis, bilancio 2017 approvato entro il 2019, piano assunzionale entro la fine di novembre scorso e uno sforzo immediato sull’impiantistica, non sono state mantenute. Quanto alla sua richiesta su piani lunghi per le festività, ecco, risulta quasi come una beffa: l’avevamo chiesti noi al tavolo sindacale, per evitare che i lavoratori venissero avvertiti come sempre a poche ore dal turno, vista la solita disastrosa gestione. Ma, troppo presi dal riempire le caselle della macrostruttura e della microstruttura – concludono Cenciarelli, Masucci e Cicco – in AMA non sono stati in grado di predisporli”.

Fonte : Roma Today