Tutto sul coronavirus cinese: i sintomi, il contagio e come proteggersi

Con gli attuali 4.474 contagiati, di cui 107 morti, la diffusione del nuovo Coronavirus emerso in Cina (2019-nCoV) si è allargata sensibilmente e alla luce dei recenti sviluppi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato come elevato il rischio globale. La Cina sta attuando misure di sicurezza senza precedenti e la situazione è in repentino mutamento e dopo i primi casi confermati in Francia e i timori in Baviera. Anche in Italia la paura da Coronavirus è ormai molto forte, ma grazie agli ingegneri informatici del Center for Systems Science and Engineering dell’Università di Hopkins è possibile accedere ad una mappa che in tempo reale mostra la diffusione dell’infezione nel mondo.

Ma cos’è, in parole povere, un Coronavirus ed in che senso quello nato a Whuan è diverso da quelli attualmente conosciuti? Per fare il punto della situazione e capire cosa sta succedendo è necessario procedere per gradi, in modo da non tralasciare alcun particolare ed evitare di fare confusione.

Che cos’è un Coronavirus

A dare una definizione semplice e chiara di Coronavirus ci pensa il Ministero della Salute che, in un articolo dedicato proprio all’infezione da Coronavirus 2019-nCoV, risponde ad alcune delle domande più comuni circa la nuova, preoccupante, epidemia.

I Coronavirus sono una famiglia di virus a RNA piuttosto noti, che causano un’ampia gamma di malattie: dal comune raffreddore alla più grave sindrome respiratoria mediorientale (MERS), il Coronavirus ha molti ceppi piuttosto conosciuti.

Un nuovo Coronavirus, conosciuto con l’acronimo di CoV, è un nuovo ceppo di Coronavirus che non è mai stato precedentemente identificato nell’uomo. Ed è proprio questo il caso del 2019-nCoV nato nella città di Wuhan, nella provincia di cinese di Hubei, e segnalato per la prima volta all’OMS il 31 dicembre del 2019 dalla Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan.

Dopo 9 giorni dalla prima segnalazione, il Centro per il controllo delle malattie cinese ha riferito che è stato segnalato un nuovo Coronavirus (chiamato proprio 2019-nCoV) come agente causale, il cui contagio avveniva nella maggior parte dei casi al mercato di Huanan Seafoot, nel sud della Cina: è uno dei più importanti mercati all’ingrosso di animali vivi e frutti di male di tutta la regione.

in foto: La situazione della diffusione del 2019–nCoV al 28 gennaio 2019

A poco più di venti giorni dalla sua scoperta, sono stati confermati casi di contagio in Cina ed in altri Paesi del mondo, tra i quali si sono verificati anche dei decessi: la situazione attuale della diffusione dell’epidemia è pubblicata con aggiornamenti costanti sul sito dell’OMS, nella sezione Situation Report.

Gli altri Coronavirus: SARS, MERS, influenza suina

In un certo senso, la storia si ripete e quello a cui stiamo assistendo in questi giorni sembra essere un copione già visto: il ceppo 2019-nCoV in effetti, ha molte analogie con altri due Coronavirus già entrati nei libri di storia, il Mers-CoV (che causava la cosiddetta sindrome respiratoria mediorientale) e il Sars-Cov (associato alla sindrome acuta respiratoria severa), con i quali il virus cinese ha circa l’80-90% del patrimonio genetico identico. Per non parlare poi di un’altra pandemia virale, associata al virus H1N1 e ribattezzata dai giornalisti come influenza suina.

In ognuno di questi casi, i fattori da considerare sono molti, e già nel 2006 il nostro Ministero della Salute aveva diffuso un documento molto dettagliato, nel quale veniva spiegato come preparare il Paese ad una pandemia virale. Il protocollo è ormai più che consolidato e prevede prima di tutto l’identificazione dei casi, seguita da una serie di misure per ridurre i contagi e la creazione di nuove procedure nate con lo scopo di ridurne la diffusione e garantire il funzionamento dei servizi sanitari essenziali.

I sintomi del coronavirus 2019-nCoV

I sintomi iniziali del cosiddetto virus cinese, il Coronavirus 2019-nCoV, sono molto simili a quelli influenzali. I principali sono:

  • Febbre;
  • tosse;
  • difficoltà respiratorie;
  • malessere generale.

Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Numerosi Coronavirus conosciuti che circolano negli animali non hanno infettato ancora gli esseri umani, ma così come il SARS-CoV (che è stato trasmesso dagli zibetti agli uomini) e il MERS-CoV (che è stato trasmesso dai dromedari agli uomini), il 2019-nCoV può essere trasmesso agli esseri umani ed ha un periodo di incubazione di circa 10-14 giorni nei quali, nonostante l’infezione, i portatori del virus sono da considerarsi come pazienti asintomatici.

La trasmissione del virus da animale a uomo e tra uomo e uomo

Il Professor Pregliasco, virologo presso il Dipartimento Scienze biometriche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, Vice Presidente Nazionale dell’A.N.P.A.S. (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) e Direttore Sanitario della Casa di Cura Ambrosiana SRL di Cesano Boscone, in una recente intervista ha confermato il che il Coronavirus 2019-nCoV è trasmissibile da uomo ad uomo, e sembra che il contagio possa avvenire addirittura durante il periodo di incubazione, quindi in totale assenza di sintomi.

Non è ancora stato identificato il cosiddetto “serbatoio” del virus cinese, ossia dove sia avvenuto il primo contagio, alcuni studiosi cinesi hanno parlato di serpenti, ma altri hanno smentito questa ipotesi sottolineando la necessità che serva un mammifero per trasferire questa tipologia di Coronavirus. Il primo contagio pare sia avvenuto nel famigerato mercato di animali vivi di Wuhan, ed è estremamente importante ricordare che si può rimanere infetti con questo virus anche mangiando del cibo crudo.

Virus cinese: test e diagnosi

Come già anticipato, i Coronavirus umani possono causare malattie del tratto respiratorio inferiore, come polmonite e bronchite. Possibilità reali, più probabili in soggetti con sistema immunitario indebolito, nei neonati o negli anziani. Così come per gli altri Coronavirus, il 2019-nCoV può essere diagnosticato effettuando un test di laboratorio su campioni respiratori e/o siero, soprattutto in caso di malattia grave. Ma data la poca specificità dei sintomi comuni da Coronavirus è importante, nel caso si verifichino, informare il proprio medico soprattutto se si è fatto recentemente viaggi o si è stati in contatto con animali.

Il consiglio, qualora si fosse da poco tornati dalla Cina e si avessero tutti i sintomi tipici del nuovo Coronavirus, è quello di non andare al pronto soccorso ma contattare il 118: l’unica arma attualmente utile è quella della gestione ed evitare il contagio non andare in luoghi pubblici o molto affilati è di primaria importanza. Il Ministero della salute ha inoltre attivato il numero verde 1500 con il quale, 24 ore su 24, saranno disponibili esperti.

Possibili cure e vaccino per il Coronavirus

Attualmente, una cura per il Coronavirus 2019-nCoV non esiste, ma pare che farmaci antiretrovirali progettati contro l’HIV abbiano fatto guarire un paziente. Secondo il professor Pregliasco la realizzazione di un vaccino contro il virus cinese è possibile, ma potrebbe richiedere molto tempo, alcuni suoi colleghi però sono più ottimisti e hanno anticipato che, qualora si dovesse optare per un trattamento “off-label” (ossia l’uso di farmaci al di fuori delle condizioni autorizzate) i tempi si potrebbero anche ridurre ad un mese.

“È chiaro che qui ci sarebbe un fast track perché sussiste l’utilità” – ha spiegato Pregliasco – “Per ebola c’è stata una velocizzazione perché la malattia è mortale e tu dici “ci provo”, e così lo usi, ma per una ‘influenzona’ pesante è un discorso diverso, non ci puoi stare dentro rispetto ai possibili effetti collaterali”.

Consigli per la prassi di prevenzione contro il Coronavirus

L’utilizzo di mascherine in luoghi pubblici o affollati potrebbe essere una buona abitudine per evitare di entrare in contatto con il virus cinese. I consigli degli esperti però, vanno ben oltre questa prassi e puntano tutto sull’igiene delle mani e su alcune metodologie per gestire gli starnuti: la prima cosa da fare per evitare il contagio di un qualsiasi virus è lavarsi costantemente le mani, più e più volte al giorno. Per quanto riguarda gli starnuti invece, i più esperti virologi consigliano di non starnutire sulle mani o su un fazzoletto, ma di farlo sul braccio all’altezza del gomito: è questa la zona che entra meno in contatto con altre cose o persone, e iniziare a prendere questa abitudine potrebbe portare a giovamenti generici anche contro la diffusione di altri virus o malattie. Il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, mette a disposizione di tutti i cittadini un elenco ben preciso di consigli nati proprio con lo scopo di migliorare la prevenzione ed evitare i possibili contagi.

Fonte : Fanpage