Raphael Gualazzi a Sanremo 2020: 5 canzoni per conoscere il cantante dall’anima blues

Dopo sei anni dall’ultima partecipazione al Festival di Sanremo, Raphael Gualazzi torna a calcare il palco dell’Ariston accompagnato dal suo inseparabile pianoforte, portando un brano dal titolo “Carioca”. Il cantante noto per essere uno dei maggiori interpreti della musica jazz e blues, seppur profondamente pop, ha raggiunto il successo proprio dopo aver vinto la categoria Giovani del Festival, nel 2011. Vediamo, quindi, cinque brani tra i più conosciuti che possano ricostruire il percorso artistico del cantante.

Reality and Fantasy

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Ancor prima di Sanremo e della tv, c’era solo il jazz. Uno dei pezzi più noti di Raphael Gualazzi che descrive perfettamente gli albori della sua carriera musicale è Reality and Fantasy. Si tratta di un brano completamente in inglese, dove l’influenza dei grandi protagonisti della musica blues e jazz come Nina Simone, Ray Charles, Chick Corea e molti altri si sente già dalle prime note. Il pezzo rientra in uno dei primi album dell’artista che prende proprio il titolo di Reality and Fantasy, pubblicato dalla casa discografica Sugar, fu trasmesso in radio sin dal 2010.

Follia d’amore

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È del 2011 il pezzo di Raphael Gualazzi con cui ha trionfato al Festival di Sanremo nella categoria Giovani, stiamo parlando di “Follia d’amore“. Qui l’influenza del jazz è predominante, la musica è coinvolgente e le sonorità traghettano in un’atmosfera Anni Cinquanta, che caratterizza il primo Gualazzi. Una canzone d’amore, dove l’allora trentenne si diletta in acrobatici virtuosismi al pianoforte che regalano un certo brio a questo che brano che l’ha lanciato verso il successo.

Sai (Ci basta un sogno)

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Altro pezzo sanremese, decisamente meno frizzante, molto più tenue, dove il solo pianoforte lascia spazio alla nitidezza della voce di Raphael Gualazzi. “Sai (Ci basta un sogno)” è il primo dei due brani presentati al Festival di Sanremo 2013, e con il quale si posiziona in quinta posizione. Un brano romantico, ma essenziale, come il videoclip che lo presenta dove il contrasto tra la stanza completamente buia e il punto di luce sul cantante intento a suonare, circondato dai palloncini bianchi, non fa altro che sottolineare quest’atmosfera così sospesa nel tempo.

Liberi o no

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La rassegna sanremese si conclude con questo pezzo del 2014. Raphael Gualazzi insieme ai The Bloody Beetroots, partecipa al Festival con questo brano, Liberi o no, che si distacca parzialmente dall’impronta jazz, per abbracciare un ritmo incalzante con influenze elettroniche. Un testo di ribellione, che si distacca dal romanticismo che ha caratterizzato i brani precedenti, in cui non si parla d’amore, ma della libertà dell’individuo. Liberi o no con la sua musicalità travolgente, con il suo crescendo di voci e sovrapposizioni di suoni si chiude con un finale sorprendente ed esplosivo.

L’estate di John Wayne

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Il brano più conosciuto di Raphael Gualazzi è senza dubbio L’estate di John Wayne. Il pezzo del 2016 ha ottenuto un successo clamoroso e conta su Youtube più di 14 milioni di visualizzazioni. Il testo è stato scritto da due nomi importanti nell’ambito della musica ovvero Alessandro Raina, che può vantare molteplici collaborazioni con grandi artisti della musica italiana e Lorenzo Urciullo, conosciuto col nome d’arte di Colapesce. La canzone, decisamente allegra e un po’ nostalgica è supportata da un video girato delle speciali lenti usate negli Anni Settanta, che regalano quel sapore un po’ retrò, in contrasto con quell’effetto straniante della voce adulta di Gualazzi associata all’immagine del suo alter ego bambino.

Fonte : Fanpage