Joker, Todd Phillips sul sequel: “Non dovrà essere solo sul Principe Pagliaccio di Gotham”

In una recente intervista promozionale con The Wrap, il regista Todd Phillips è tornato a parlare del suo nuovo film Joker, candidato a ben 11 premi Oscar, più di qualsiasi altro titolo che gareggerà ai 9esimi Academy Awards.

Quando ne ho discusso a Toronto, tutti erano concentrati sul problema della violenza“, ha detto Phillips al redattore di TheWrap Sharon Waxman, che ha incontrato il regista per la rituale sponsorizzazione de film al The Landmark di Los Angeles. “Quello che non avevo il vantaggio di sapere allora era davvero come quella malattia mentale attraverso la linea avrebbe influenzato le persone“, ha detto.

Il film segue il comico mentalmente instabile Arthur Fleck mentre viene ripetutamente escluso dalla società, cosa che lo porta gradualmente a trasformarsi nell’iconico villain di Batman. In molti punti, è la mancanza di empatia di Gotham che spinge Fleck verso la violenza, elemento che secondo Phillips ha fatto breccia in molte persone con cui ha parlato.

Ho avuto così tante persone che venivano da me, scrivendomi e-mail o scrivendo su Instagram: ‘Ho una sorella schizofrenica e ho visto il tuo film e ho capito che dovevo essere più paziente con lei. Devo essere più comprensivo’, cosse del genere“, ha detto Phillips. “Alcune persone mi chiedono se mi sento soddisfatto del botteghino … ma ad essere onesti, non è mai stato per quello. Volevamo creare qualcosa di significativo”.

Phillips ha continuato affermando che la sua scelta di distanziarsi dai suoi precedenti film comici è stata dettata dalla svolta oscura subita dalla società: “I film tendono ad essere uno specchio, sostengono un riflesso di ciò che accade nella società. E a volte penso che quando tieni su quello specchio, alla gente non piace sempre quello che ci vedono. Ha avuto tutto a che fare con Donald Trump, sai. Penso che quando invecchi ti rendi conto più facilmente di dove sta andando a parare il mondo. Mi stanno dando queste opportunità, quindi perché non fare qualcosa di forte impatto? Quando c’era Obama ho fatto tre film su Una Notte da Leoni. Ma il mondo è cambiato drasticamente da allora. Magari un giorno tornerò alla commedia, se vince Bernie“, ha aggiunto Phillips con una risata, riferendosi al candidato presidenziale democratico Bernie Sanders.

Infine qualche nuova dichiarazione sull’eventuale sequel: “Molte persone sono venute da me dopo le proiezioni per complimentarsi della risonanza emotiva e della risonanza tematica nel film. E quindi quello che Joaquin e io ci siamo detti è che se potessimo trovare un modo per fare un secondo film, avremmo bisogno di temi dalla risonanza molto simile. Non vogliamo limitarci a fare un film in cui Arthur è il principe pagliaccio di Gotham e fa le solite cose che abbiamo già visto altrove.

Per altri approfondimenti vi rimandiamo ad un saggio sull’analisi del tema della mimesi in Joker.

Fonte : Everyeye