RaiPlay: 5 film da vedere gratis, da Sicario a Dallas Buyers Club

Gradevoli action/sci-fi, drammatiche storie vere, impietosi ritratti dello star-system, inquietanti derive psicologiche e tesi thriller d’alta scuola. Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei titoli disponibili gratuitamente nel catalogo della piattaforma RaiPlay, andando a parlare in quest’occasione del fantascientifico The Signal, dello struggente Dallas Buyers Club (con Matthew McConaughey e Jared Leto da Oscar), del conturbante Maps to the Stars diretto dal maestro David Cronenberg, del torbido Before I Go to Sleep con Nicole Kidman e di Sicario, magistrale partita tensiva firmata da Denis Villeneuve.

The Signal

Jonah, Nic e Haley, studenti del MIT, sono in viaggio verso la California e durante una notte trascorsa in hotel vengono contattati dall’hacker Nomad – che ha localizzato la loro attuale posizione e scrive loro e-mail minatorie. Jonah e Nic rintracciano la fonte del segnale ma, giunti alla posizione indicata, trovano una casa abbandonata e ben presto le cose si complicano: Haley viene spinta in aria da una forza di origine sconosciuta e i ragazzi perdono conoscenza. Nic si risveglia in una struttura sotterranea, dove viene interrogato dal curioso dottor Damon, scoprendo come lui e i suoi amici siano entrati in contatto diretto con un’entità aliena che potrebbe averli contaminati. E mentre Haley si ritrova in coma farmacologico e Jonah sembra scomparso nel nulla, Nic comprende come Damon e i suoi uomini gli stiano nascondendo la verità…

Sci-fi dal sapore umanistico caratterizzata da una marcata e gradevole aderenza al cinema di genere, The Signal paga i limiti di una sceneggiatura lacunosa che si spinge oltre i limiti. Il regista William Eubank risolve i parziali difetti narrativi con una regia calibrata che esalta con la giusta dose di spettacolo action-oriented i discreti effetti speciali e dirige al meglio il giovane cast di protagonisti.

Dallas Buyers Club

Il settimo lungometraggio del regista canadese Jean-Marc Vallée è ispirato a una storia vera, accaduta in Texas negli anni ’80. L’operaio Ron Woodroof, tossicodipendente e frequentatore di prostitute, scopre di aver contratto l’AIDS, con le analisi che gli prospettano una fine imminente. Deciso a non darsi per vinto, l’uomo viaggia fino in Messico alla ricerca di una cura sperimentale che giova alle sue critiche condizioni di salute; tornato in patria l’uomo decide di aprire, con la collaborazione di un transgender, una sorta di associazione specializzata nell’importazione di prodotti palliativi per chiunque ne abbia bisogno, con ingenti guadagni in arrivo.

Un film che non fa sconti tramite un’intensità emotiva d’altissimo livello, esasperata magnificamente dalle sontuose performance di Matthew McConaughey e Jared Leto, entrambi premiati con la statuetta più ambita. Dallas Buyers Club infrange il muro dei pregiudizi con una narrazione disperata e angosciante che non lascia indifferenti, in un viaggio introspettivo nelle vite di due “rinnegati” da un sistema politico e sociale che si dimentica degli ultimi e dei diversi. Il tutto filtrato da uno sguardo classico e quasi mitico sull’uomo comune sempre pronto a lottare per una giusta causa.

Maps to the Stars

Il tredicenne Benjamin, star del piccolo schermo, inizia a essere vittima di inquietanti allucinazioni. Il mistero risiede forse nel passato, e nell’incendio che qualche anno prima aveva appiccato sua sorella, ora ritornata in incognito in città dopo aver trascorso un lungo periodo in un centro psichiatrico e ingaggiata da una stella del cinema cinquantenne anch’ella ossessionata da problemi personali.

Dopo Cosmopolis (2012), il regista David Cronenberg realizza un’altra grande opera del suo nuovo percorso cinematografico, un film complesso, ricco di sfumature e spunti di riflessione con il quale il regista traccia un impietoso ed esaustivo ritratto del mondo hollywoodiano e dei suoi protagonisti, al contempo vittime e carnefici di esistenze al limite. Una cruda violenza psicologica con rimandi onirici che riportano a uno stile vagamente lynchiano ma sempre e comunque pervasi dalle ossessioni dell’autore, affine al suo iconico mood seppur in maniera evoluta. Grandiose le performance di Julianne Moore e Mia Wasikowsa, sorprendente il giovanissimo Evan Bird ed efficace Robert Pattinson in un ruolo minore ma incisivo.

Before I Go to Sleep

Christine Lucas si sveglia nel proprio letto non riconoscendo l’uomo al suo fianco, e anche la sua stessa casa non le appare familiare. Lo sconosciuto le spiega di essere in realtà suo marito Ben e che la causa dell’amnesia risale a un incidente automobilistico avvenuto anni prima. Ogni mattina Christine non sa nulla di quanto avvenuto il giono precedente, con i ricordi che si fermano a quand’era ancora una ventenne. Viene così contattata dal Dr. Nasch, un neurologo dell’ospedale locale che le consiglia di registrare dei video raccontando i propri pensieri e le recenti scoperte, così che non debba imparare ogni volta tramite ripetute spiegazioni. Con lo scorrere dei giorni la protagonista inizia a dubitare di tutto e tutti, mentre inquietanti flashback iniziano a venirle alla mente, aprendo imprevedibili risvolti su quanto le stia effettivamente accadendo.

Un thriller psicologico che guarda a modelli alti come Memento (2000) nella gestione dei “memorandum” e adotta sfumature filo-horror nei flashback/allucinazioni dei quali è vittima la protagonista interpretata da una convincente Nicole Kidman. Il grande cast, che vanta negli altri ruoli principali gli ottimi Colin Firth e Mark Strong, e una regia capace di creare un’atmosfera torbida e sfuggente permettono di chiudere un occhio su una sceneggiatura, adattamento del romanzo Non ti addormentare di S. J. Watson, non sempre verosimile.

Sicario

Kate, giovane agente dell’FBI, fa parte di una squadra della CIA incaricata di indagare sul macabro ritrovamento di decine di cadaveri, avvenuto durante un’operazione atta a contrastare il narcotraffico tra Messico e Stati Uniti. Da quel momento per la ragazza le convinzioni cominciano a vacillare, trovandosi in un mondo dove la differenza tra buoni e cattivi diventa sempre più labile. L’incontro/scontro con figure maschili ambigue e carismatiche come Matt Graver, ufficiale della CIA, e il tenebroso Alejandro Gillick, porta la donna in un mondo spietato di interessi e vendette.

Denis Villeneuve opera un intelligente gioco delle parti, soprattutto grazie alle convincenti performance dei tre protagonisti (Emily Blunt, Benicio Del Toro e Josh Brolin) e alle rispettive caratterizzazioni dei personaggi, ponendo un entusiasmante ritratto di chiaroscuri orchestrato con un’estetica raffinata e funzionale al genere. Sequenze d’azione di livello assoluto e una tensione costante che esplode in diverse scene madri rendono Sicario un’opera preziosa, il cui successo ha generato anche un sequel, Soldado (2018), diretto dal nostro Stefano Sollima.

Fonte : Everyeye