Perché il video della citofonata di Salvini a Bologna è stato rimosso da Facebook

A una settimana di distanza dalla sua pubblicazione, Facebook ha rimosso il video che era stato pubblicato il 21 gennaio da Matteo Salvini, in piena campagna elettorale, a Bologna. In quell’occasione Salvini aveva citofonato, in diretta su Facebook, a una famiglia tunisina residente nel quartiere Pilastro, chiedendo se spacciassero e se potesse salire a casa loro. A qualche ora di distanza dalla notizia della rimozione del video, è un portavoce di Facebook a spiegare, all’Agi, le motivazioni della decisione. “Abbiamo rimosso questo video perché ha violato le nostre regole sulla privacy: queste regole chiariscono che non è possibile pubblicare informazioni personali o riservate su altri senza aver prima ottenuto il loro consenso”, è la motivazione. In pratica per Facebook il problema principale di quel video è che vengono nominate le persone a cui Salvini citofona, aspetto che lascia qualche dubbio anche dal punto di vista legale.

Il portavoce di Facebook spiega ancora: “Vogliamo sempre rimuovere i contenuti che violano le regole dei nostri servizi il più rapidamente possibile. Tuttavia, alcune delle decisioni che dobbiamo prendere su cosa rimuovere e cosa no, sono incredibilmente complesse e sfaccettate, e richiedono un’attenta considerazione di molteplici fattori. Vogliamo assicurarci di prendere queste decisioni nel modo più corretto impiegando tutto il tempo necessario”. Ed ecco spiegato, quindi, perché è stato necessario aspettare una settimana prima della rimozione del video.

Il video pubblicato da Salvini, stando alle regole del social network, ha violato l’articolo 12 degli standard di Facebook, riguardante la privacy. I contenuti che violano gli standard, secondo quanto riportano queste regole, sono quelli che “includono fotografie che mostrano la parte esterna di residenze private”. La violazione avviene quando si tratta di una casa unifamiliare o se si vede il numero dell’appartamento, rendendo inoltre identificabili il quartiere o la città. Ancora, la violazione si perpetua anche quando viene menzionato un residente e quando lui stesso vieta l’esposizione della residenza. Altra violazione che potrebbe rientrare nel caso di Salvini e del video al citofono è quella che avviene quando nel contenuto ci sia un minore tra i 13 e i 18 anni che abbia “segnalato” quanto avvenuto.

Fonte : Fanpage