Una foto con Salvini gli costa il posto di lavoro: il giorno del comizio era in malattia

Matteo Salvini in Piazza Grande a Modena. Foto di repertorio. ANSA / ELISABETTA BARACCHI

Galeotto fu il selfie con il “Capitano”. Cristian Lanzi, 47enne di Granarolo dell’ Emilia, è stato licenziato dall’azienda per cui lavorava perché durante un periodo di malattia è andato a un comizio di Matteo Salvini e si è scattato una foto con il segreario della Lega. La notizia è stata data ieri dal Resto del Carlino, ma oggi il nome di Lanzi, che tra l’altro è anche un delegato sindacale della Filt Cgil, è su molti quotidiani. 

Lanzi “era personalmente alla visita del segretario della Lega benché fosse in malattia – si legge nella lettera di licenziamento, riportata dal Corriere della Sera -. Tale presenza è documentata da immagini e video mentre, apparentemente in buona salute, era intento a farsi fotografare”. “Quell’immagine – si legge ancora – ha indispettito i suoi colleghi di lavoro, anche in considerazione della sua carica sindacale”.

Licenziato dopo foto con Salvini: “Non ho fatto nulla di male”

Come stanno le cose? Secondo il Corsera, il 47enne sindacalista era in malattia dal 2 ottobre con prognosi fino al 6 dicembre. Lo scorso 18 novembre è stato fotografato e ripreso insieme a Salvini da una tv locale. I datori di lavoro della multinazionale Schenker lo hanno licenziato. 

Lanzi ha ora intenzione di impugnare il licenziamento. Non credo di aver fatto nulla di male e lo dimostrerò nelle sedi opportune”.  “Dovevo essere a casa dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 (per le fasce di reperibilità, ndr) e l’evento con Salvini iniziava alle 15 mentre il selfie è delle 16.10. Alle 16.30 sono andato a prendere i bimbi a scuola a Granarolo, che dista pochi chilometri da Minerbio. Poi subito a casa per farmi trovare in caso di controllo”. I medici che lo seguivano inoltre gli avrebbero raccomandato “di uscire di casa”. 

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Cristian Lanzi e la foto con Salvini: “Ce l’hanno con me perché sono leghista”

Al Fatto Quotidiano l’uomo ha raccontato di soffrire di una “patologia di depressione ansiosa”. “Se nella lettera di licenziamento l’azienda sottolinea che mi sono fatto fotografare con Salvini e che ho dato fastidio ai colleghi, è probabile che l’azienda ce l’abbia con me perché sono leghista”.

Lanzi sostiene inoltre che la lettera di contestazione disciplinare, che l’azienda gli avrebbe inviato già il 25 novembre, non gli è mai arrivata.  “Il 9 dicembre, dopo 60 giorni di malattia, ero abile a lavoro e sono tornato a fare il carrellista il 20 dello stesso mese. Poi, tre giorni fa, è arrivata la lettera di licenziamento”. 

Fonte : Today