L’estero traina le presenze a Pitti Filati 86

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today 24 gen 2020
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L’estero traina le presenze a Pitti Filati, che chiude la sua 86esima edizione con circa 4.400 buyer da 50 nazioni.

Un’immagine delle fiera

Nel complesso, i compratori internazionali registrati in Fortezza da Basso dal 22 al 24 gennaio sono stati 1.800 circa (+3%). Il Regno Unito guida la classifica dei primi 15 Paesi esteri presenti al salone, seguito da Francia, Germania, Russia, Stati Uniti, Svizzera, Giappone, Turchia, Spagna, Cina, Olanda, Svezia, Belgio, Corea e Danimarca.
 
Bilancio positivo per il salone fiorentino, che incassa un’affluenza in leggera crescita anche dei buyer italiani, nonostante la fase non brillante del settore. “Ci sono incognite evidenti legate al reperimento della materia prima, criticità per l’export su alcuni mercati, ma la voglia di rispondere al meglio alle difficoltà dell’attuale congiuntura l’abbiamo vista chiaramente, in tutte le aziende partecipanti”, commenta l’AD di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone.

Le 136 aziende presenti in fiera hanno mostrato “un livello altissimo di ricerca e creatività”, prosegue Napoleone, insieme ad “una grande consapevolezza delle esigenze del mercato e al tempo stesso dei processi produttivi più sostenibili, ambito in cui le filature d’eccellenza sono da sempre pioniere”.

Spazio RicercaYarns United

“È una bella edizione di Pitti Filati soprattutto nella qualità delle presenze”, riprende Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine. “Ci sono tutti i maglifici più importanti, gli studi stilistici delle grandi maison e dei player di peso della moda globale”.
 
Molti i feedback positivi sul “nuovo Spazio Ricerca Yarns United, curato da Angelo Figus e Nicola Miller, ormai diventato tappa irrinunciabile per i creativi di tutti i campi che vogliono ispirazioni fresche e al tempo stesso molto concrete”, continua Poletto, ma “anche sulla sezione dei maglifici di qualità Knitclub e sulle nuove aree ‘Customeasy’, dedicata alla customizzazione applicata al mondo della maglieria luxury, e ‘Sustainable’. 

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Fonte : Fashion Network