Elisabeth Moss approfondisce le metafore sugli abusi in The Invisible Man

La star di Mad Men e The Handmaid’s Tale, Elisabeth Moss, ha voluto soffermarsi sul suo nuovo film, in uscita nelle sale italiane a marzo, L’uomo invisibile (The Invisible Man), spiegando in che modo la pellicola di Leigh Whannell possa servire come allegoria di relazioni con abusi fisici ed emotivi. Il film è prodotto da Blumhouse Productions.

“C’è letteralmente un uomo che è invisibile, non puoi vederlo, stai dicendo che è lì, che la sta attaccando, abusando di lei, la sta manipolando, e tutti quelli che la circondano le dicono ‘Rilassati, va bene'” ha dichiarato Moss, intervistata da Empire “E lei continua a dire ‘No, lo è, è vivo, lo sta facendo’. E nessuno le crede. L’analogia è incredibilmente chiara’”.
Elisabeth Moss è sicura di come la metafora degli abusi sessuali sia presente all’interno della trama del film.

L’attrice ha vinto un Emmy Award per il suo ruolo in The Handmaid’s Tale, quello di una donna che vive in una realtà distopica nella quale le donne sono ridotte in schiavitù in seguito ad un’epidemia globale d’infertilità:“Ho avuto molta esperienza nell’interpretare personaggi che hanno a che fare con gli abusi di vario genere. Che sia emotivo, fisico, sessuale, è qualcosa in cui mi sono buttata molto. Quindi sono stata in grado di portare quella conoscenza al ruolo”.
Nel film originale del 1933 – sempre tratto dal romanzo di H.G. Wells, L’uomo invisibile – un uomo riesce a diventare invisibile ma quando non riesce a capire come tornare visibile si trasforma in un folle criminale.
Nel nuovo adattamento, immersa in una relazione violenta e possessiva, una scienziata ricca e brillante, Cecilia Kass (Moss), scappa nel cuore della notte e si nasconde da sua sorella, dalla sua amica d’infanzia e dalla figlia adolescente. Quando il violento fidanzato si suicida, Cecilia capisce ben presto che l’uomo in realtà potrebbe non essere morto.
The Invisible Man sarà R Rated e su Everyeye potete trovare il primo poster del film con Elisabeth Moss.

Fonte : Everyeye