Caso Vespa-Salvini, Rai1 allo sbando: prima grana per il direttore Coletta

Il caso di Porta a Porta con Matteo Salvini “sponsorizzato” nell’intervallo della seguitissima partita Juventus-Roma su Rai1 in prima serata costituisce la prima vera “grana” per il nuovo direttore della Prima Rete Stefano Coletta, subentrato la settimana scorsa a Teresa De Santis.

Quanto accaduto nel programma di Bruno Vespa restituisce l’immagine di una Rai1 allo sbando, con il grosso delle risorse impegnato sul Festival di Sanremo (quest’anno già fucina di agguerritissime polemiche ancor prima d’iniziare) e con una rete in ambasce per l’avvicendamento fra direttori più volte annunciato ma sempre rinviato, nonché effettuato nel più inopportuno periodo possibile quando tutta l’azienda è concentrata sulla kermesse canora, i cui introiti per la Rai sono quanto mai vitali e preziosi. 

Proveniente dall’isola felice di Rai3, ove tuttavia – anche qui – gli endorsement al leader del Carroccio si sprecano in quel di #Cartabianca nei “battibecchi” stile commedia sentimentale americana fra Bianca Berlinguer e il salviniano Mauro Corona, Stefano Coletta è approdato a Rai1 in un momento delicatissimo (istituzionale,  politico, elettorale e aziendale) e si trova già sulle sue eleganti spalle, a una sola settimana dalla sua nomina, una gatta da pelare non esattamente trascurabile.

A suo favore, c’è da dire che egli è intervenuto tempestivamente chiedendo che lo spazio dedicato a Salvini durante la partita venisse riequilibrato questa sera ospitando il segretario del Pd Nicola Zingaretti durante la puntata di Don Matteo. Resta il fatto, nondimeno, che la questione nomine – come ampiamente abbiamo scritto nei mesi scorsi – sia stata gestita – almeno nella tempistica – non proprio magistralmente da parte dell’Ad Fabrizio Salini, che – già nel mirino della politica e della stampa – esce per giunta con le ossa rotte dal caso Vespa-Salvini (e con il Pd furibondo contro di lui e pronto alla vendetta tremenda vendetta). 

Dopo questa bagarre mediatico-istituzionale, una volta di più l’esito delle elezioni in Emilia-Romagna previste per domenica 26 gennaio risulterà cruciale non soltanto per i destini dei leader politici coinvolti nella consultazione, ma anche per i vertici Rai e per l’azienda stessa. 

Fonte : Affari Italiani