Lucia Annunziata lascia la direzione dell’Huffington Post e il gruppo Gedi

Lucia Annunziata lascia la direzione dell’HuffPost e il gruppo Gedi. Lo ha comunicato ieri al direttore generale Scanavino e al direttore del personale Moro.

A fare luce sulla decisione della giornalista è PrimaOnline.it. Perché Annunziata ha deciso di lasciare il giornale on line che ha costruito dal debutto di Huffington Post in Italia? “Nuovo editore. Nuovo direttore” dice la giornalista. Ma e’ una spiegazione elegante e formale. La verità che HuffPost ha sempre vissuto una condizione di ‘figlio in affido’ all’interno del gruppo Gedi che ha il 49% della casa editrice mentre la maggioranza e in mano agli americani di Verizon attraverso Aol.

In compenso sulla casa editrice venivano attribuiti alti costi per l’uso della redazione, servizi generali, eccetera, mentre la redazione è ridotta all’osso. Inoltre c’è il problema dei ricavi da pubblicità che dipendono dalla Manzoni, la concessionaria del gruppo, che ha come missione fondamentale spingere i fatturati di Repubblica, e poi quelli della Stampa e dei giornali locali Gnnews.

Annunziata, che continuerà la sua trasmissione Mezz’ora in più alla Rai, e’ entrata a far parte del comitato scientifico della Treccani per cui curerà la voce Giornalismo 2020.

GIORNALISTI: ANNUNZIATA, ‘ME NE VADO DA HP FELICE, CON GIORNALE ADULTO E IN ATTIVO’

“Ho fatto 8 anni di ‘Huffington Post’. È una mia decisione quella di andare via. È una decisione personale e felice, non c’è stato nessun attrito. Quando un editore cambia è giusto anche che ci sia una discontinuità nella direzione. Sono stata chiamata per fare una startup e dopo 8 anni il giornale è diventato adulto ed è in crescita. Sono soddisfatta, quindi è il momento giusto per andare via”. Così Lucia Annunziata commenta con l’Adnkronos la decisione di lasciare la direzione de ‘L’Huffington Post Italia’, che guidava dal 2012. A chi le chiede se il motivo della sua decisione dipenda da problemi di costi contrattuali la giornalista risponde: “Lascio il bilancio in attivo e da 4 anni diamo un milione di euro l’anno a questa azienda. Gli stipendi, incluso il mio, sono negli standard delle testate online, notoriamente più bassi di quelli della carta stampata”. Nuovi progetti? “I nuovi progetti possono sempre arrivare”, risponde sorridendo.

Fonte : Affari Italiani