Web tax, rischio buco in bilancio: dazi Usa per la tassa ai colossi digitali

Il premier Conte e il presidente Usa Trump in una foto di archivio Ansa (EPA/PETER NICHOLLS)

Washington minaccia dazi contro l’Italia e il Regno Unito se i due Paesi porteranno avanti i propositi di una digital tax contro i colossi Usa del web. Parlando ad un evento organizzato dal Wall Street Journal al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, il segretario al Tesoro statunitense ha auspicato che Roma e Londra fermino i loro piani. “Se non lo faranno si troveranno ad affrontare i dazi del presidente Trump”.

Italia e Regno Unito, insieme alla Francia, sono tra i Paesi europei che intendono imporre una maggiore tassazione a carico di colossi come Amazon, Facebook e Google. La Francia ha introdotto una web tax lo scorso anno e il Parlamento italiano ha approvato nei mesi scorsi un provvedimento analogo, mentre il Regno Unito intende implementare questo tipo di tassazione quest’anno.

Secondo le autorità del Commercio statunitensi la web tax varata da Parigi è discriminatoria e hanno proposto dazi fino al 100 per cento su una serie di merci francesi per un valore di 2,4 miliardi di dollari. Ieri, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente Usa Donald Trump hanno discusso della questione. I due leader hanno raggiunto una tregua, in base alla quale la Francia rinvierà a fine anno l’introduzione della digital tax e gli Stati Uniti bloccheranno fino ad allora i dazi contro Parigi.

Che cos’è la web tax

In vigore dal 1° gennaio come stabilito dalla legge di Bilancio 2020, la tassa sui servizi digitali incide con un’aliquota del 3% sui ricavi delle società internet – che vantano 750 milioni di euro di fatturato globale e 5,5 milioni di euro in servizi digitali erogati in Italia –  e dai quali l’Erario si aspetta 708 milioni di gettito già a partire dal 2020.

Il punto: Web tax, l’Italia resta isolata nell’Ue

Fonte : Today